Case popolari: nessun segnale in Abruzzo dopo il terremoto

TERAMO – Nemmeno nella sua ennesima visita di Ferragosto all’Aquila “il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha trovato tempo e interesse per dire una parola sulla ricostruzione dell’edilizia residenziale pubblica, che pure è patrimonio dello Stato e della Regione Abruzzo, scrive in una nota Pio Rapagna, segretario regionale di “Mia Casa”. Stessa “scena muta continua a fare anche  il responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso – secondo Rapagnà –  il quale pare non si voglia assumere tutta intera la propria responsabilità per la ricostruzione del patrimonio abitativo pubblico gestito dalle ATER della Regione Abruzzo”. Il Mia Casa d’Abruzzo, ricorda la nota, subito dopo il 6 aprile, ha chiesto al Governo e alla Protezione Civile la emissione di un “Decreto e di una Ordinanza” (così come venne fatto per il terremoto dell’Umbria) per stabilire un programma “immediatamente esecutivo e operativo” di interventi nei confronti della Edilizia Residenziale Pubblica interessata dalla crisi sismica. Dal 2006 al terremoto del 6 aprile, però, secondo Raoagnà “Nulla è stato fatto”. E così circa 4.000 famiglie e oltre 12.000 Inquilini di quelle stesse Case Popolari Ater hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni di proprietà dello Stato e della Regione Abruzzo.

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