Dal governo deve arrivare un piano per le case popolari

TERAMO – Il Mia Casa d’Abruzzo ha chiesto al Governo la emissione di un “Decreto e di una Ordinanza” per stabilire un programma “immediatamente esecutivo e operativo” di interventi nei confronti della Edilizia Residenziale Pubblica interessata dalla crisi sismica. "Siamo ancora in attesa di piani di recupero urbano, interventi di riparazione, con miglioramento sismico, nonché un piano straordinario per ulteriori unità abitative – scrive in un comunicato il coordinatore di Mia Casa, Pio Rapagnà – preferibilmente attraverso l’acquisizione e il recupero, con miglioramento sismico, di edifici ricadenti nei quartieri popolari, nei centri storici o rurali danneggiati".  Il programma deve anche prevedere, con priorità e urgenza, la ricostruzione e la messa in sicurezza antisismica degli alloggi ATER da utilizzare per nuclei familiari assegnatari e locatari di alloggi pubblici ospitati “temporaneamente” nei moduli abitativi alternativi. Il Mia Casa ed i Comitati degli inquilini hanno organizzato iniziative di sensibilizzazione e di “controllo diretto” per “scongiurare” il passaggio alla Fintecna degli edifici e dei singoli alloggi ATER dell’Aquila che non dovessero essere ricostruiti o recuperati. Infatti il Decreto-Legge sul terremoto attribuisce alla “Fintecna” il potere di subentrare nella proprietà degli immobili distrutti dal sisma, in particolare di quelli non ricostruiti. La Fintecna possiede il 100% della “Società Patrimonio dello Stato S.p.a.”, si occupa anche di privatizzazioni ed ha già partecipato all’acquisto di immobili pubblici per svariati milioni di euro sia dall’Agenzia del Demanio e sia dagli IACP. Nei Comuni dell’Abruzzo classificati ad alto ed altissimo rischio sismico, sono stati costruiti, con finanziamenti dello Stato e con il contributo GESCAL dei lavoratori dipendenti, almeno 10.000 alloggi. Ancora oggi esistono abitazioni a rischio sismico, delle quali 3.237 gestite dalle ATER della Regione Abruzzo e 738 dai stessi Comuni. In particolare, "molte delle attuali abitazioni di edilizia pubblica sono state costruite in anni passati – scrive Mia Casa – e con una vetustà storico-anagrafica che dovrebbe destare una certa preoccupazione nella eventualità di futuri eventi sismici. Purtroppo la mancanza di una specifica “Ordinanza” per la Edilizia Residenziale Pubblica porta a pensare, con un qualche giustificato allarme, che le idee ed i programmi per la ricostruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza antisismica delle Case Popolari ed ex-Gescal gestite dall’ATER e dai Comuni, non siano ancora affatto chiare e definite". Un uso più efficiente e razionale del patrimonio abitativo pubblico di proprietà della Regione, delle 5 ATER e dei Comuni, l’impiego immediato dei fondi ex-GESCAL rimasti inutilizzati e le risorse finanziarie del “Piano casa”, possono offrire una prima soluzione alle tante famiglie assegnatarie che con il terremoto hanno perso il proprio alloggio popolare. "Non accetteramo mai che Inquilini e Assegnatari dell’Edilizia Residenziale Pubblica Economica e Popolare vengano trattati come Cittadini di serie B: Comuni, ATER, Consorzi e Cooperative edilizie, insieme al Presidente della Giunta Regionale – sollecita infine la nota – prestino molta cura e attenzione alla ricostruzione e riqualificazione di un patrimonio abitativo pubblico “preziosissimo” per l’emergenza di oggi e per l’immediato futuro".

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