La marcia dell’assessore Marchese

TERAMO – Il componente della giunta più connotato politicamente è lei, Mirella Marchese, di An (pardon..Pdl), seconda consiliatura, prima da assessore. Madre, moglie, vecchia esperienza nelle pari opportunità (15 anni), “la Marchese” (come viene comunemente definita in quella rapidità teramana che da una parte indica rispetto e dall’altra lascia intendere che noi, i teramani, non ci stupiamo mai di nessuno..) è determinata, sorridente, pacata. E politicizzata. Insisto, perché mi ha colpito. “Si, certo, sono così perché sono di An. Noi caliamo i valori nell’amministrazione. Abbiamo un bagaglio di valori, politica, ideali. Io, poi, visto che sono una donna, ho il potenziale della maternità… be’, noi di An facciamo così: prendiamo tutto questo, che è politica, e ne facciamo atti e regole di amministrazione”. Abbiamo detto Pari opportunità….”Ho chiesto al sindaco di essere cosi’ gentile da lasciarmi libera, in questo senso, per qualche mese. Ci sono troppe cose da affrontare e le pari opportunità, che nella mia vita ho tanto trattato, sono, nella loro importanza, una delega. Una parte, cioè, di quel “tutto” che mi è stato affidato e che devo affrontare”. Le deleghe della Marchese: Affari generali, Affari legali, Personale ed organizzazione dei  servizi, Servizi amministrativi relativi ai lavori pubblici,  Contratti ed appalti, Servizi demografici, Anagrafe, stato civile,  servizio elettorale, autentiche e atti notori, Pari Opportunità. Ma la sua Teramo, assessore…? "La mia Teramo deve riscoprire la centralità di capoluogo, che è il tema che noi porteremo avanti perchè ci si lavora già dalla passata legislatura, era già l’impegno del sindaco Chiodi. E poi abbiamo bisogno, tanto bisogno di fare funzionare bene i servizi, di dedicarci con puntualità e precisione alle fasce socialmente svantaggiate. A parte, ma forse di base per tutto questo, bisogna impiantare un serio progetto relativo alla cultura. Il tutto con l’occhio rivolto alle occasioni economiche, a quello che bisogna creare per sopravvivere alla crisi. Sa quante fabbriche non riapriranno a settembre..". Lo so. Allora, torniamo ai suoi impegni, assessore…”I due più forti in questo momento sono la carta d’identità elettronica e l’archivio meccanizzato”. Insomma, i servizi (e più tardi lo vedremo meglio con i matrimoni..) al cittadino sono la cosa che la toccano di più, assessore. “Per forza. Io, con il personale, l’anagrafe eccetera, ho le deleghe che riguardano il rapporto con la gente, il primo impatto. Un vero, continuo frot office che vale anche per i cittadini stranieri, ovviamente. E’ il personale che presenta l’amministrazione comunale all’esterno, i servizi, quindi devono funzionare”. E in proposito stanno studiando (la Marchese dice sempre :”Non io da sola, con tutti gli altri”…) i profili professionali. Così da operare, anche se l’assessore Marchese ne parla sottotono per evitare il clamore della “rivoluzione nell’assetto personale”, un cambiamento che produca grandi effetti. Dunque stanno studiando i profili professionali dei dipendenti comunali per riequilibrare la macchina amministrativa, visto che il blocco del personale “costringe ad assottigliare la pianta organica”. E spiega la Marchese:”Potenziamo i servizi dove serve, riduciamo il personale dove si può”. Ma ci stanno ancora lavorando e la cosa pare porterà via del tempo. Giudizi sul personale, alla Marchese, non gliene strappo manco uno. Torniamo alla politica. “Detta mammà” (si, si, me lo ha detto lei, dice che la chiamano così al partito, soprattutto i più giovani…senti senti…qui si continua a sentir parlare di partito…credevo fossero spariti tutti…), trasferendo il valore all’amministrazione, ha affrontato (e vinto) la battaglia dei matrimoni a Teramo. “Non è tollerabile che i matrimoni civili siano considerati di serie B, giusto? Ci battiamo tutti perché abbiano pari dignità, giusto? (annuisco…sono d’accordo ma pure se non lo fossi…). Io, in più, sono convinta che la famiglia sia il momento della società più importante, più significativo e che la famiglia parte da un buon matrimonio. E buono significa di dignità, di orgoglio, di testa alta, di forza e coraggio. Bene, si deve cominciare dalla celebrazione”. E’ così che è nato l’accordo dei matrimoni a Santa Maria a Bitetto, con tanto di sala attrezzata, senza più lo squallore tipico del rito civile (che ti fa sentire davvero come il partecipante a un matrimonio un po’ rimediato), con tanto di marcia nuziale dedicata. Se ti sposi in Comune, a Teramo, c’hai la tuia Ave Maria anche tu. L’assessore Marchese l’ha scelta: è quella di Charles Gounod. “Scusi assessore, ma in vacanza ci va”? “Un po’ di pausa la faccio senz’altro. Ma il 23 devo essere di nuovo in Comune. Sa…c’è un matrimonio…”. Franca Scagliarini

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