Ferzetti teme la petrolizzazione

TERAMO – Così nella folle rincorsa al petrolio (ormai fonte energetica in esaurimento), ed ai soliti interessi, indifferenti a quello che tutti noi cittadini abruzzesi (ed italiani), abbiamo di già pagato da oltre venti anni,  si vorrebbe scegliere di far diventare la Provincia di Teramo (e l’Abruzzo) distretto petrolifero: con tutto quello che di negativo comporta. E’ l’esordio della riflessione di Mario Ferzetti (Comunisti sinistra popolare) che prevede che l’Abruzzo e il teramano non potranno più essere regione e provincia di verde, blu, monti e mare. "Credo non sia sufficiente dire soltanto di essere contro la costruzione del Centro Olii (raffineria) ad Ortona … – dice Ferzetti rivolgendosi al Governatore Chiodi –  Perché non ci illustra della Val D’Agri in Basilicata, pervasa da questo progetto e di come è ridotto, appunto, il turismo o l’agricoltura in quella ex incantevole realtà territoriale. Ci illustri, per esempio, dove va e a chi va il denaro di quello sfruttamento territoriale … a dispetto di quella medesima popolazione che vede nei giovani un’alta percentuale di emigrazione (che significa che su dieci, sette di essi va via), mentre per tutti gli altri permane l’alto rischio di ammalarsi di tumore, considerato che respirano l’idrogeno solforato che fuoriesce dai boccaforti delle ciminiere delle raffinerie". Il problema, sempre per Ferzetti "è politico e va risolto dalla politica: non può risolverlo quel tale comitato di quartiere o associazione locale occasionale o di bocciofila, che forse in massa, nei suoi rappresentanti più significativi, alle elezioni, hanno votato anche centro destra; bensì va precisato che è e resta una battaglia comunista chiara di tutti quei cittadini, insieme a quei partiti progressisti nazionali che da sempre lottano e seguitano a lottare contro lo sfruttamento dell’uomo su l’uomo, in questo caso, dell’interesse privatistico della multinazionale del petrolio, sull’interesse collettivo di una intera realtà territoriale". 

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