L’Aquila, via dalle tende dal primo settembre

L’AQUILA – Via dalle tende gradualmente dal primo al 30 settembre prossimo: la Protezione civile ha già cominciato a pianificare la dismissione delle tendopoli, anche se non è ancora pronto il programma ufficiale, ma si conoscono le date. Questo vuol dire che il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, ed i suoi uomini, sono sicuri della consegna entro i tempi programmati (da metà settembre e fine novembre) delle case prefabbricate in costruzione nei 19 cantieri attivati nei 19 siti individuati nell’area del comune dell’Aquila. In queste 4.500 case, secondo le stime del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e dello stesso Bertolaso, troveranno posto circa 15 mila persone. La chiusura delle tendopoli significa anche che è stato pianificato come dare un tetto ai terremotati con soluzioni alternative al progetto Case, come le casette in legno, l’autonoma sistemazione o la case in affitto. La popolazione assistita, che quindi non ha attualmente l’abitazione, tocca, secondo l’ultimo conteggio, il numero di 45.835. Nelle 133 tendopoli, ci sono attualmente 18.706 terremotati che vivono in 4.890 tende. Altri 27.129 terremotati si trovano in alberghi e case private nella costa abruzzese, soprattutto nel teramano, della provincia di Ascoli Piceno, e in Lazio, Umbria, Molise. Di questi 17.491 sono negli alberghi e 9.636 nelle case private. E’ il vicecapo della Protezione civile, Bernardo De
Bernardinis, ad annunciare ufficialmente il processo di dimissione. "Andiamo verso la dismissione – spiega – da piazza d’armi all’Italtel e via via tutti gli altri. Cominciamo già a pianificare questo processo che sarà attuato progressivamente a partire dai primi di settembre per arrivare alla fine di settembre". Secondo De Bernardinis, ci sarà un tetto per tutti, anche
con piani alternativi se non dovessero essere sufficienti le modalità individuate. "Un tetto per tutti in ogni caso sarà garantito – continua il vicecapo del dipartimento nazionale – perchè nelle operazioni di protezione civile ci sono anche le cose che non si dicono. Mi sembra un fatto importante". Prima di pronunciarsi ufficialmente, uno dei più stretti collaboratori di Bertolaso, vuole aspettare "di chiudere in fretta i conti per conoscere numeri e flussi, ma sono speranzoso
e positivo". In questo senso è importante la raccolta di informazione nelle tendopoli, avviata nei giorni scorsi dalla protezione civile per conoscere, attraverso la compilazione di moduli, "le esigenze delle persone colpite dal terremoto" e per assicurare un tetto confortevole a tutti i terremotati. Il censimento che segue quello sulle case danneggiate classificate "E" ed "F" evaso dal primo al 10 agosto scorso, ha introdotto la notizia della chiusura delle tendopoli entro il 30 settembre. De Bernardinis ha anche annunciato che dai primi di settembre si cominceranno a chiamare le prime famiglie per comunicare l’assegnazione delle prime case e che gran parte
delle assegnazioni avverranno attraverso "i criteri, direi molto saggi, del Comune dell’Aquila e dei comuni. In questo caso, l’ultima parola spetta a Bertolaso che affronterà la questione la prossima settimana.

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