Assessore gentiluomo tra traffico e Lavori pubblici

TERAMO – Con la camicia candida, gli occhialini a montatura leggera ei capelli corti, Giorgio Di Giovangiacomo sta a metà tra un assessore moderno e un gentiluomo di fine ‘800. Ti aspetti di vedergli scivolare un guanto bianco da qualche parte e non è difficilissimo supporre che una carrozza, sullo sfondo, stia portando via un carico frusciante di sete, crinolina e mistero. Ma perché, è antico, Di Giovangiacomo (assessore per la seconda volta, eletto con “Al centro con Teramo”, delega pesantissima: Lavori pubblici, Pianificazione, progettazione, direzione lavori
delle opere pubbliche fino al loro completo collaudo, Rapporti con aziende concessionarie di energia, gas e acqua, Traffico, trasporti, mobilità urbana)? Qualcuno può ritenere antico (e comunque mai antiquato) quel suo aspetto curato in maniera classica, gli occhietti mobili, la
cortesia che confezionano la genuinità di una personalità in realtà poco incline a calcare orme già lasciate, a riconoscere l’autorità a tutti i costi? No, almeno non io. Anche se persino nome e cognome sembrano quelli del protagonista di un romanzo. Ci sarà un segreto… “Il segreto è la passione: io vengo da Varano e sono diverso. Arrivo in città, ogni volta, guardo e non capisco perché Teramo non sia una città dinamica, anche se un po’ si sta svegliando. A Teramo, in piena città, manca il rapporto tra la gente, manca il divertimento”. Sarà che ci siamo sentiti sempre poco liberi, assessore. Attenzione: parlare con Di Giovangiacomo di libertà può riservare sorprese:”Io, sono uno spirito libero”. Scusi, tanto per capire, ma come fa uno “spirito libero” a fare l’assessore? “Cerca di rompere gli schemi. Ci vuole tempo… ma gli schemi si rompono, come i muri pesanti che noi (la Giunta ndr) stiamo cercando di buttare giù, con
l’aiuto della Regione”. Schemi o non schemi, la Regione ovviamente, tra gli assessori della Giunta Brucchi, la ritrovi sempre. Andiamo avanti. Assessore, io parlavo di politica, di modi di fare radicati..”Noi abbiamo questo tipo di mentalità, è la nostra caratteristica. Dobbiamo
cambiare la città, trasformarla e dobbiamo cambiare alcune mentalità. Speriamo di riuscirci..”. Scusi, ma lei Teramo come la vede? “Io penso a un centro storico libero dalle macchine, con le biciclette e i bambini che si muovano liberamente”. Vuoi vedere che alla fine l’assessore ce
la fa a far diventare il cuore della città un salotto vivibile? Del resto, nell’ottica del gentiluomo di campagna in versione moderna che “ripensa” la città, il progetto ci sta tutto. Parliamo di opere importanti. “Sarà con quelle che lasceremo il nostro segno: il teatro, il nuovo palasport, il polo scolastico”. Insomma, la trasformazione di Teramo. Però la trasformazione passa per il traffico, assessore…”Certo – e ha tutto l’atteggiamento di chi ben sa come devono andare le cose, ma è gentile, l’assessore Di Giovangiacomo, e mi spiega pazientemente che  – il lotto 0 non risolverà tutto, è evidente, ma con la bretella nord allevierà di molto il problema. E’ vero che sul lotto 0 bisogna fare gli scongiuri, perché è successo di tutto, ma con l’apertura fino a Porta Romana (per febbraio? ndr) e la bretella nord (ma si dovrà aspettare grosso modo la fine
della consiliatura per averla in funzione) una grande parte della trasformazione sarà avvenuta”. Ma parliamo ancora di cambiamento come contenuto, come spirito che muove le vostre scelte, assessore. L’argomento gli piace. Molto. “Guardi, l’esempio sono i Lavori pubblici. Il settore

è già cambiato, ma deve proprio avere una faccia e un’anima nuove. La gente deve avere quello che deve avere. Non ci sono conoscenze, amici, telefonate che tengano. Tendo al global service e ci arriveremo: tu hai bisogno di una cosa, la chiedi. E’ corretta la tua richiesta? E allora è giusto che tu ce l’abbia, devi averla”. Senza, dunque, i passaggi, passeggini, passaggetti politici per ottenere un servizio…”Guardi, io sogno una Teramo in cui il cittadino sia cliente. E’ sufficientemente chiaro”? Chiarissimo, assessore, immagini se non la vogliamo noi, una Teramo così. Ma ho un’ultima domanda (antiquata, evidentemente): una volta gli assessori ai Lavori pubblici temevano fortemente la neve. Se quest’anno dovesse nevicare…”Guardi…il piano neve è l’unica cosa che funziona benissimo. Ormai va da se’”. Praticamente una domanda da collezionista, la mia. Del resto, se uno è un assessore gentiluomo dei tempi moderni….

Franca Scagliarini

Leave a Comment