Il parco del Gran Sasso ospita un "gemellaggio tra 2 patate"

TERAMO – La patata viola “abruzzese” incontra quella “ligure”. A pochi anni dalla reintroduzione della patata turchesa nell’area protetta, promossa con un progetto dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nei giorni 8 e 9 settembre sono state organizzati due incontri di studio ed approfondimento, a Capitignano, sulle potenzialità agronomiche e commerciali dell’ormai famoso tubero viola e sulla opportunità di costituire nel Parco un’associazione di produttori. Per questo motivo, informa una nota, l’ente parco ha chiesto ad una affermata realtà associativa e produttiva quale l’Associazione dei produttori della patata Quarantina della provincia di Genova, di portare la sua esperienza ed illustrarla in un incontro tecnico con gli agricoltori dell’area protetta impegnati nel recupero della patata turchese. “Grazie alla supervisione tecnica dell’Ente Parco ed alla sensibilità mostrata da diverse aziende agricole che hanno creduto nel ritorno alla coltivazione della patata turchese –si legge in una nota -sempre più consumatori hanno avuto occasione di apprezzare il sapore antico di questo tubero di montagna che nulla ha in comune con le attuali varietà commerciali, soprattutto dal punti di vista organolettico. Particolarmente indicativo è stato l’interesse mostrato da numerosi ristoranti, non solo dell’area protetta, nei confronti di questa patata antica che ritrova oggi nuovi spazi in una cucina attenta alla tradizione, alla qualità dei prodotti ed al legame col territorio”.

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