L’Università di Teramo ha prodotto un documentario su Poggio Umbricchio

TERAMO – Il destino di un paesino di montagna segnato dalla spopolamento, quello di Poggio Umbricchio, è il racconto oggetto di un documentario dal titolo “All’ombra del tempo” che sarà proiettato nella piazza del paese lunedì sera alle 20,30. La produzione del filmato, diretto da Guido Crainz, professore di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze della comunicazione, è stata realizzatao dall’Archivio audiovisivo della memoria abruzzese della Fondazione Università degli Studi di Teramo con la collaborazione di un gruppo di studenti. Il documentario, informa una nota, prende spunto dai filmati familiari realizzati a Poggio Umbricchio da uno dei suoi abitanti fra gli anni ’50 e gli anni ’70. A partire da quelle immagini, che per una ventina di anni registrano nascite e morti, giochi e lavori, partenze e ritorni, momenti di festa e solitarie attese, si snoda il filo della memoria di chi ancora vive in paese o ci torna appena può. Una suggestiva regia e un’accurata selezione dei materiali d’archivio danno vita a racconti che si intrecciano e si sovrappongono in un racconto corale che mescola le diverse generazioni sul filo del “come si viveva”. Il filmato racconta del difficile dopoguerra caratterizzato dall’isolamento, dalla mancanza di infrastrutture, ma anche dalla voglia di ricostruire e giunge infine agli anni del “miracolo economico” e del benessere che a Poggio Umbricchio arrivano tardi, facendo emergere le discrasie di uno sviluppo che non coinvolse allo stesso modo centro e periferie. Lo spopolamento degli ultimi anni torna a fare capolino nei racconti dei protagonisti, accompagnandosi tuttavia ai “ritorni” di coloro che non riescono a staccarsi dai luoghi dell’infanzia perché, come recita un brano tratto da La luna e i falò di Cesare Pavese ad apertura del documentario: “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via, un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo”.

Leave a Comment