Sanità: i rischi del rapporto con il privato

TERAMO – "Fa veramente male il leggere che all’ospedale di Atri si continua con i tagli e le soppressioni di reparti efficienti, letti e posti, della situazione poco tranquilla di quello di Giulianova e del sentir parlare di ASL unica, (invece di sei), da decidere dove collocarla, come se tutte e sei fossero stessamente indebitate o stessamente coadiuvate da cliniche private". E’ la riflessione di Mario Ferzetti (Comunisti Sinistra Popolare) che ricorda anche che "l’ospedale pubblico di S.Omero si avvierebbe ad essere gestione mista (pubblica-privata), dove, per il momento, lo stesso pubblico avrebbe la maggioranza (Presidente e due Consiglieri di Amministrazione), mentre il privato, minoranza, due, (un Consigliere e l’Amministratore Delegato e quest’ultimo gestirebbe il personale)". Si tratta dunque per Ferzetti di una prima realtà importante ospedaliera pubblica che apre le porte al privato "e possibilmente anche a tutti quei rischi che conosciamo in Italia, dei nostri privati, quando appunto hanno potere decisionale sui propri dipendenti". I timori di Ferzetti, elencati in un comunicato stampa sono:" cartelli al rialzo, massimi ribassi, aste sleali, sotto-retribuzioni, tagli ai costi (quindi diagnostiche mediocri, macchine sanitarie obsolete), tagli al personale medico e paramedico, ai reparti, lunghe file di degenza". In una Regione come l’Abruzzo, dove 80% delle risorse regionali viene assorbito dalla sanità, dove è certo che il "crak economico", (oltre che dagli sprechi ospedalieri pubblici e privati), prosegue Ferzetti "è stato creato soprattutto dalle sovvenzioni a pioggia alla medesima sanità e cliniche private, ebbene, invece di invertire la rotta, depotenziando significativamente, e se necessario, anche chiudendo il privato, riconvertendo lo stesso personale nel pubblico, che ne ha veramente bisogno, si continua nella medesima direzione"…

  

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