Una delegazione teramana Udc a rapporto agli «stati generali»

TERAMO – Anche la delegazione teramana guidata dal commissario comunale dell’UDC, “Dodo” Di Sabatino è partita alla volta di Chianciano Terme, dove, in questi giorni sono in corso gli Stati Generali del partito che ha chiamato a rapporto le forze centriste del Paese. Con lui anche i consiglieri comunali Marcello Procacci e Domenico Sbraccia e l’assessore provinciale all’Urbanistica, Vincenzo Falasca che insieme ad altri membri del partito parteciperanno fino a domenica a quella che è una vera e propria Assemblea costituente della nuova formazione di centro, un obiettivo già presente nel progetto politico di Casini e al quale oggi si dà concretezza, dopo aver passato il vaglio di due elezioni, le politiche e le europee, che hanno dato una chiara indicazione da parte dell’elettorato italiano di rifiuto della riduzione della vita politica a soli due partiti. “E l’Udc ne è consapevole – spiega Di Sabatino – dal momento che è proprio la connotazione che Cesa ha dato nel suo discorso d’apertura ribadendo l’equidistanza dell’Udc da un bipartitismo coatto. Un’identità che non va letta come una manovra politica, piuttosto come la consapevolezza di un ruolo significativo di un partito a cui il paese continua a fare riferimento". Una proiezione che ben si adatta a quanto evidenziato dalle elezioni regionali abruzzesi e dalle amministrative di Teramo dove il consenso dell’Udc ha portato il partito a esprimere in “Dodo” Di Sabatino un vice-sindaco che per il partito è l’unico vice-sindaco dell’Udc in Italia e oltretutto il più giovane.  Un consolidamento che, come conferma lo stesso Di Sabatino a www.emmelle.it, non è sfuggito ai vertici degli Stati Generali, dal momento che il segretario Lorenzo Cesa si è complimentato per il lavoro fatto. Come si colloca in questo contesto, chiediamo a Di Sabatino, la situazione a livello locale? “A livello locale siamo l’ennesima conferma del percorso seguito dal partito. Dopo il tesseramento ci avvieremo ai congressi, siamo in una fase di passaggio che sta seguendo il suo naturale percorso e per il quale non auspico nulla di diverso. Continueremo con quest’approccio anche quando saremo chiamati a impostare future alleanze che saranno strette esclusivamente sulla base dei programmi”.

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