Piero Romanelli: «L’assessore capace di tutto»

TERAMO – Piero Romanelli è un amico. Lo è di tanti e anche mio. Conta poco nella descrizione della poliedrica personalità dell’assessore a pubblica istruzione e servizi connessi al diritto allo studio, marketing territoriale, innovazione, sviluppo, politiche giovanili e del lavoro, che sia anche amico mio. Ma lo dico lo stesso, anche perché il fatto che riesca sempre a mantenere rapporti affettivi con le persone con cui magari non condivide proprio niente significherà ben qualcosa, no? Quanto meno che ha un bel carattere, che gli piace la gente, che è un passionale e che anche se strilla per convincerti che sbagli è anche pronto a lasciare che tu strilli, per convincerlo che è lui che sbaglia. Deve essere così, altrimenti tutti questi amici non si spiegano…Medico, di origine romana (l’accento mescolato al dialetto teramano è una sua caratteristica inconfondibile) per la prima volta assessore ma in Comune dal 1999, Romanelli è stato anche Consigliere regionale. “Sono uno dei ragazzi del ’99, Fra’ – Fra’ sono io, alla romana – lo dico senza enfasi. E’ che il Modello Chiodi – l’attuale Governatore d’Abruzzo entrò in Consiglio all’opposizione, come l’assessore, nel 1999 – ha creato una nuova classe dirigente”. E’ innamorato del gruppo, Romanelli, entusiasta dei colleghi di giunta (“Troppo giovani? Meglio, così fanno più attenzione perché non vogliono fare brutte figure”), ammirato del suo Sindaco (“Brucchi è correttissimo, tutte le risorse sono per la scuola, anche in situazioni finanziarie critiche come la nostra”). Ed è felice delle deleghe che gli sono state assegnate. “Già con Sperandio noi con la Pubblica istruzione – gli asili soprattutto – avevamo servizi ottimi, con Gatti – il legame peraltro tra i due è strettissimo – siamo andati ancora meglio. Facciamo modello in tutt’Italia. Io ci do dentro parecchio e i colleghi sono tutti con me. Troppo importanti, i bambini, perché non sia così”. E di progetti e di lavori ne ha in mente tanti. Dalle cose banali come le ispezioni, i sopralluoghi, la messa a punto delle mense, ai poli scolastici, al sostegno agli atelier degli asili, al rafforzamento del rapporto con l’Università. “Mi piace l’amministrazione, credo che ce ne voglia molta, accompagnata da poca politica. Anzi, di politica ce ne deve essere pochissima”. E pensare che Romanelli appartiene alla componente di An del Pdl e non ce ne voglia, per il distinguo, il popolo di destra che vuole riconoscersi sotto uno stesso nome: a volte c’è bisogno addirittura di sottilizzare per farsi comprendere. Un po’ come fa Romanelli, che entra nel dettaglio, sembra esagerare con il particolare, fa scoppiare un caos, poi lo si critica ma  tutti sanno che in fondo in fondo l’argomento che sosteneva era quello che andava più nell’interesse di tutti. Basti pensare alle battaglie (dentro e fuori il Consiglio comunale, dentro e fuori della Asl) sulla sanità. Ma torniamo ad An: il partito d’origine di Piero Romanelli sostiene l’opposto di quanto invece l’assesore termano raccomanda:”Pochissima politica, tanta amministrazione”. O meglio, per An è importante che la politica diventi l’ispirazione costante del molto amministrare. Dunque Romanelli la pensa al contrario? Difficile ottenere una risposta. In Piero Romanelli ormai si sono confusi (meglio: impastati) diversi principi fondamentali. Quel che ne esce non è un affastellamento di modelli di comportamento, bensì un ventaglio ricco di squarci, colori, varietà, sottili differenze. Romanelli è capace di tutto…Persino di cucinare (e addirittura di tenere una rubrica di gastronomia su un periodico locale). “Romanelli è capace di tutto”…E’ vero, forse per qualche tempo alcuni l’hanno sospirato con preoccupazione (quel non voler mettere la testa sotto davanti al potere costituito gli è costato sempre caro, così come gli è costato essersi, di contro, scelto un condottiero, magari sbagliato, ed avergli dato fedeltà assoluta). Sta di fatto che “Romanelli è capace di tutto” oggi suona propria come una promessa.

Franca Scagliarini

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