Teramo prima in Abruzzo per numero di cittadini stranieri residenti

TERAMO – Da lunedì sono al lavoro presso la questura di Teramo i mediatori culturali messi a disposizione dalla Provincia per agevolare la comunicazione degli operatori allo sportello con gli stranieri che sottopongono le richieste e il ritiro dei permessi di soggiorno. E’ quanto annunciato nel corso di una conferenza stampa convocata per diffondere i dati emersi dall’ultimo Rapporto Sociale stilato dalla Provincia che si è concentrato in particolare sul quadro dell’immigrazione, una realtà con problemi da affrontare ma comunque in crescita visto che Teramo è la prima provincia abruzzese per numero di residenti stranieri che, iscritti all’anagrafe, risultano essere più di 18mila. Per ciò che riguarda il lavoro, i Centri per l’impiegi hanno registrato nel 2007 un numero di cittadini stranieri interessati all’avviamento professionale pari a 8.921 unità, che eqivale al 18,5 dei lavoratori avviati durante l’anno. In crescita anche l’imprenditoria extra comunitaria che vede una crescita di imprese individuali che ammontano a 2180 unità. Particolare attenzione dedica il rapporto al fenomeno della prostituzione, che, sempre in Provincia di Teramo risulta essere ancora molto rilevante. "Fondamentale dunque per il vicepresidente della Provincia con delega alle Politiche Sociali, Renato Rasicc, e l’assessore al Lavoro, Eva Guardiani, il rapporto di collaborazione avviato con la Questura e che che presto sarà esteso anche alla casa cicondariale. " Il raggiungimento di questo tipo di sussidiarietà orizzontale – ha dichiarato l’assessore Guardiani – è stato possiblie grazie al lavoro dei mediatori culturali e delle numerose associazione dedite gratuitamente all’inserimento degli immigrati nel contesto provinciale. Per quel che riguarda i servizi sociali, rispetto il rapporto precedente si è osservato un decremento dei progetti a favore dei giovani ma una maggiore attenzione alla disabilità e agli anziani. "Siamo statiin grado di potenziare alcuni servizi grazie ad una maggiore disponibilità dei fondi regionali a disposizione- ha dichiarato Rasicci – ci auguriamo tuttavia di vedere incrementare le somme a disposizione per poter offrire risposte più ampie alle istanze delle fasce deboli".

 

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