Cresce in Abruzzo il fenomeno dello sfruttameno della manodopera straniera

TERAMO – Cambia il volto dello sfruttamento in provincia di Teramo. Se fino a pochi anni fa infatti il fenomeno era collegato ai circuiti dello sfruttamento sessuale, oggi appare in crescita lo sfruttamento lavorativo di giovani stranieri nei settori dell’artigianato e dell’industria, dell’agricoltura e dell’edilizia. E’ quanto emerso nel corso di un seminario promosso dall’associazione “On the Road” dal titolo “Tratta di esseri umani e sfruttamento lavorativo: Operare in sinergia per tutelare le vittime e combattere la criminalita” svoltosi a Martinsicuro dove è stato evidenziato che, solo tra il 2007 e il primo trimestre del 2009, sono stati 41 i casi di migranti vittime di tratta degli esseri umani finalizzata al grave sfruttamento lavorativo individuati dal lavoro dell’associazione presso la quale sono state affidate le vittime dalle forze dell’ordine. In nove anni dunque è stato possibile assistere nel loro percorso di reinserimento sociale e lavorativo oltre quattrocento persone vittime di tratta arrivati in Abruzzo dal Pakistan, dall’India, dalla Cina, dal Nordafrica, dall’Est Europa, attirati con la promessa di un contratto da mille euro al mese e la speranza di aver finalmente l’occasione per dare una svolta alla propria vita. "Il territorio della provincia di Teramo – spiega Marco Bufo, direttore di on the Road – e’ gia’ un laboratorio e ha gia’ sperimentato buone pratiche. L’approccio "multi agenzia", ovvero l’impegno a contrastare il fenomeno del grave sfruttamento e talvolta della riduzione in schiavitu’ attraverso la collaborazione sinergica di forze dell’ordine, ispettorati del lavoro, procura, organizzazioni sindacali, enti locali e associazioni ha gia’ prodotto risultati importanti”. Nel 2005 e’ stato infatti attivato un protocollo promosso dalla Procura di Teramo e da On the Road per definire le procedure di identificazione delle vittime di tratta. “Un protocollo – ha concluso Bufo – che e’ stato preso a modello dalla Direzione Nazionale Antimafia e proposto a tutte le Procure come strumento di lavoro".

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