Primi cittadini di centrosinistra rompono con i colleghi di centrodestra

TERAMO – I sindaci di centrosinistra hanno rotto con i colleghi di centrodestra e la riunione della conferenza dei sindaci della Asl (organismo consultivo competente in materia di sanità) della provincia di Teramo sarà riconvocata per giovedì prossimo. Stamani i 47 rappresentanti dei comuni non hanno trovato l’accordo sui criteri (i numeri) di rappresentanza all’interno del comitato ristretto, formato da 5 componenti. L’assemblea, di cui è presidente di diritto il sindaco del capoluogo , dunque Maurizio Brucchi, non è arrivata alla votazione per mancanza di numero legale in quanto la scelta dei sindaci di centrosinistra è stata quella di abbandonare. La proposta avanzata dal centrodestra era di eleggere 4 sindaci di destra (Stefania Guerrieri, medico e sindaco di Rocca Santa Maria e poi i sindaci dei comuni in cui insistono i tre ospedali di Sant’Omero, Atri e Teramo) e un sindaco di centrosinistra (Mastromauro, sindaco del comune di Giulianova e sede dell’ospedale). La richiesta invece del centrosinistra era di una rappresentanza di 3 a 2 anzichè di 3 a 1. L’occasione dello scontro ha scatenato anche un’altra serie di polemiche proprio sui numeri da rispettare nel rappresentare maggioranza e minoranza anche in altri organismi e enti e su quanto ha fatto in passato il centrosinistra quando era in maggioranza fino ad arrivare alle nomine inerenti il Ruzzo. La forte contrapposizione di stamani sembrerebbe introdurre a periodi di durezza e difficile collaborazione tra primi cittadini, comportamento che potrebbe evidenziarsi con maggiore crudezza in ben altre nomine, in enti, organismi e banche.

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