Crolli all’Aquila: la Procura non esclude arresti

L’AQUILA – Mentre sono imminenti i primi avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulle responsabilità dei crolli degli edifici nel sisma del 6 aprile scorso all’Aquila, è alta la probabilità che si possano registrare anche dei clamorosi arresti. Almeno è una eventualità che il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, non esclude. «Tutti mi hanno detto: che bisogno c’è di arrestarli? Facciamogli solo l’interrogatorio – ha spiegato Rossini rispondendo alle domande dei giornalisti, sull’eventualità di arrestare i presunti responsabili dei crolli senza indagarli -. Io però ho le mie idee e vedrò al momento opportuno», ha concluso il pubblico ministero aquilano parlando della vicina svolta nell’inchiesta avviata nelle ore successive il terremoto dello scorso 6 aprile. Intanto l’attenzione della magistratura è alta anche sugli appalti per la ricostruzione e sui rischi di infiltrazioni mafiose. Sempre Rossini ha infatti confermato che ci sono procedimenti in atto relativi «a fatti di origine mafiosa che stiamo approfondendo per andare avanti». Il procuratore ha sottolineato che «stiamo lavorando sul fronte delle infiltrazioni mafiose» in particolare sui casi segnalati alla procura dal prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, che ha la responsabilità del comitato competente nell’attività di
prevenzione a eventuali infiltrazioni mafiose. Il procuratore, che è anche responsabile della Direzione distrettuale antimafia dell’Abruzzo, ha reso noto che il 15 ottobre prossimo «verrà qui la commissione nazionale antimafia per parlare con me». Oggi all’Aquila era presente Olga Capasso, uno dei quattro magistrati della Dia messi a disposizione dal procuratore nazionale, Piero Grasso, per l’attività di prevenzione in relazione alle possibili infiltrazioni mafiose negli appalti post-terremoto. 

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