Ferzetti: "L’economia teramana è in crisi a causa delle rigidità bancarie"

TERAMO – "Per alleviare le difficoltà economiche delle banche e degli imprenditori il governo adotta metodi statalisti a discapito dei lavoratori già penalizzati per i quali vengono adottate misure da economia liberale e di rivalità inter homines". E’ la riflessione formulata dal coordinatore dei Comunisti -Sinistra Popolare, Mario Ferzetti in una nota nella quale fa il punto sulle aziende travolte dalla crisi in Provincia di Teramo quali la Pompea, Perla, Foruvinvest, Teleco Cavi, Lazzaroni, Golden Lady e ultimamente anche la Bentel Security e l’Alfagomme. Per Ferzetti l’aspetto più grave dell’economia provinciale resta la crisi di liquidità per il tessile e l’abbigliamento, “una volta il nostro fiore all’occhiello”, il crollo degli ordinativi che hanno portato alla cassa integrazione circa 2.600 lavoratori. Per il coordinatore di sinistra popolare la crisi è imputabile dunque alle rigidità del sistema bancario locale che non sarebbe capace di assistere le aziende in difficoltà, e che al contrario, per Ferzetti, si ostinerebbero a operare con il criterio di "Basilea 2”,  un criterio che “privilegia la sicurezza che un’impresa può prospettare all’istituto bancario nonostante le sovvenzioni statali”.

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