Tancredi: "Per noi niente primarie, ma chiarezza sulle logiche di partito"

TERAMO – Il popolo del Pdl si è riunito ieri numeroso nella Sala Polifunzionale della Provincia per la convocazione della prima assemblea provinciale dalla nascita del partito unico sancito dal congresso fondativo. Un’assemblea convocata per dare il via alla campagna tesseramento ma anche per fare il punto della situazione con gli amministratori di centrodestra all’indomani di una competizione elettorale che ha visto il Pdl teramano irrobustito, per il consenso ricevuto, ma poco strutturato nei meccanismi di partito, come ha sottolineato il commissario provinciale, Paolo Tancredi, in apertura dei lavori. Le numerose battaglie elettorali che il partito ha dovuto preparare dalla caduta del governo Prodi fino alle amministrative di giugno scorso, per Tancredi hanno chiesto un impegno notevole al PdL che comunque avrebbe confermato la sua capacità di rinnovarsi e di creare una nuova classe dirgente che però ha vissuto poco la vita di partito e i meccanismi di strutturazione interna. Adesso per Tancredi e il suo vicecommissario provinciale, Giandonao Morra, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare perchè la geografia politica che vede il Pdl alla guida della maggiorparte delle amministrazioni locali sia un’opportunità che guardi in termini di lungo periodo. La sponda è stata offerta ovviamente dalla vittoria di Valter Catarra alla Provincia di Teramo, baluardo storico del centrosinistra, e che per il PdL non può rappresentare una vittoria sporadica ma l’occasione per creare le condizioni di un governo più duraturo. A questo proposito si è ribadita la necessità di concentrare adesso gli sforzi su Roseto, comune guidato dal centrosinistra, prossimo alle elezioni amministrative, e che Tancredi ha definito "alla nostra portata". "A noi non servono le primarie – ha dichiarato Tancredi – perchè abbiamo già una leadership riconosciuta, ma abbiamo il dovere di fare chiarezza su logiche di coordinamento interne al partito". Da qui il richiamo del commissario provinciale a mantenere l’unità del PdL e a fugare da logiche correntizie: "Non possiamo essere un partito monocratico perchè abbiamo diverse espressioni all’interno, basti pensare alle liste civiche – ha dichiarato ancora il senatore del Pdl – ma le diverse anime non devono concorrere all’interno del partito, ma lavorare insieme per allargarlo". A Tancredi non piace il termine di "corrente" poichè "ha il sapore di una spartizzione lottizzatoria". "Non possiamo fossilizzarci sulle nomine perchè non è per le cariche che abbiamo vinto le elezioni – ha dichiarato infine Tancredi – ma perchè siamo stati chiamati dagli elettori a confrontarci sui temi che riguardano lo sviluppo di una provincia che oggi è sotto la nostra responsabilità". All’assemblea, alla quale hanno preso parte anche gli assessori regionali teramani, sono intervenuti anche il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, il presidente della Provincia, Valter Catarra, e il vicecoordinatore regionale, Fabrizio Di Stefano ma anche, idealmente, il governatore Gianni Chiodi, che impossibiltato a partecipare per gli impegni istituzionali ha salutato in una lettera i presenti richiamando l’importanza dell’assemblea come "occasione di crescita e maturazione del partito". "Il Pdl alla guida della Regione e poi del Comune e della Provincia – ha concluso nella nota Gianni Chiodi – sono la dimostrazione che una rivoluzione in Abruzzo era possibile. Sarà mio compito contribuire all’affermazione del Pdl e di una classe dirigente nuova e capace".

Leave a Comment