Presidio Rom sotto al Comune: «Pagateci i danni»

ALBA ADRIATICA – Una ventina di persone, tutte appartenenti a nuclei famigliari di etnia Roma, hanno sostato e protestato questa mattina sotto la sede del Comune di Alba Adriatica. I nomadi, che volevano incontrare il sindaco, hanno chiesto l’intervento economico del Comune albense per risarcirli dei danni subiti la scorsa notte nel corso della sommossa antirom lanciata da oltre 200 cittadini all’indopmani dell’ennesima vittima di un pestaggio da parte di tre giovani zingari. Alcuni dei rom che hanno inscenato il presidio hanno sostenuto di non essere coinvolti nell’accaduto e che le forze dell’ordine hanno il dovere di proteggerli da eventuali aggressioni. Intanto un appello "alla pacificazione" è stato lanciato dal comandante provinciale dei carabinieri di Teramo, il tenente colonnello Antonio Salemme, nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina nella sede del comando compagnia ad Alba. «I due omicidi fotocopia commessi da giovanissimi rom se da un lato devono costringere la comunità nomade a una forte riflessione – ha detto il comandante – dall’altro deve indurre, chi ieri sera ha reagito sotto un impulso comprensibile ma non giustificabile, a chiedersi quale messaggio può passare verso quei minori che vivono in quelle abitazioni ‘attaccate’ nella protesta. La violenza non può essere la risposta alla violenza: la risposta la dà lo Stato e vi assicuro che l’attività di prevenzione è di grande efficacia in questo territorio». Che due episodi in tre mesi non infondino il dubbio di un’assenza dell’Arma sul territorio è invece il monito del comandante della compagnia di Alba, quotidianamente impegnati nel controllo della comunità Rom, insieme a quella di Martinsicuro una delle più numerose della provincia: «Lo dimostra il nostro tempestivo intervento e il fatto che abbiamo subito assicurato alla giustizia, nel delitto De Meo come in questo, i responsabili – ha commentato il capitano Pompeo Quagliozzi -. La comunità Rom, che possiamo dire è abbastanza integrata nel tessuto cittadino perchè sono zingari stanziali da decenni, è sotto il controllo dell’Arma, e questa conoscenza delle persone e dei gruppi ci permette di far predominare la giustizia sopra la violenza».

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