Le associazioni di categoria dicono "No alla deriva petrolifera dell’Abruzzo"

TERAMO – “No alla petrolizzazione d’Abruzzo, sì ad un dibattito per delineare un modello di crescita condiviso della Regione”. E’ la sintesi di un documento firmato da un nutrito gruppo di associazioni, espressione dei comparti del Turismo, dell’Agricoltura, dell’Artigianato e del Commercio, e sottoposto all’attenzione del governatore Gianni Chiodi, della Giunta regionale e dei capigruppo consiliari per chiedere una sospensione della moratoria alla luce della preoccupazioni diffuse su quella che viene ritenuta una “deriva petrolifera” dell’Abruzzo. L’appello, che proponiamo integralmente, dichiara quanto segue:

 “Noi, firmatari il presente appello, guardiamo con sempre maggior preoccupazione alla situazione di incertezza che caratterizza il futuro della nostra economia di fronte alla minaccia di una deriva petrolifera della regione. Si continua imperturbabilmente a parlare di turismo-natura, eco-compatibile, di agricoltura e marchi di qualità e filiere, di vini di eccellenza, di difesa e sviluppo delle nostre peculiarità e nel contempo si tace del piano petrolifero, perchè di un piano si tratta (ricordiamo che recentemente l’Abruzzo è stato “riqualificato” come regione petrolifero-mineraria), e degli impatti devastanti che esso avrà su economia, ambiente e salute dei suoi abitanti. L’unico dato certo è che la moratoria sulle operazioni petrolifere a terra, che era stata imposta con la legge regionale n.2 del 10 marzo 2008 e successive integrazioni, terminerà il 31 dicembre di quest’anno e che, nell’anno che verrà, la parola potrebbe passare all’ENI, alla Petroceltic, alla Medoilgas, alla Gas Plus nonchè ad altre varie compagnie petrolifere straniere. È giunto il momento di scelte energetiche ed ambientali che non distruggano ciò che si è creato ma che lo tutelino e lo rafforzino e di dire chiaramente che la via dello sviluppo, per l’Abruzzo, non passa per gli idrocarburi. Noi riteniamo non più procrastinabile l’esigenza di una franca ed ampia discussione sul futuro della nostra regione che indichi un modello di crescita economica con regole certe e condivise che non mettano più in pericolo la popolazione abruzzese. Ma ogni discussione sarà resa impossibile se nuove operazioni di ricerca, estrazione e raffinazione di idrocarburi partiranno all’interno delle numerose concessioni che ormai ricoprono il 50% della nostra Regione. Pertanto facciamo appello al Presidente Chiodi, alla Giunta Regionale e ai rappresentanti di tutti i gruppi politici che siedono nel Consiglio Regionale per un prolungamento della moratoria che permetta di avviare serenamente quel dibattito sulle scelte che, negato in passato, oggi non può più essere rinviato”.

Alessandro Nicodemi, Presidente Consorzio Colline Teramane

Silvana Verdecchia, Presidente Coldiretti Teramo

Daniele Zunica, Presidente Assoturismo Abruzzo

Claudio Censoni, Presidente Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni

Giorgio De Fabritiis, Presidente Confederazione Italiana Agricoltori Teramo

Antonio Topitti, Presidente Confesercenti Teramo

Gloriano Lanciotti, Direttore CNA Teramo

Giammarco Giovannelli, Presidente Federalberghi-Confcommercio Teramo

Giammarco Giovannelli, Vice Presidente, Confcommercio Teramo

Cristiano Tomei, Responsabile FAB Abruzzo

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