Nega davanti al giudice l’assassino di Emanuele

TERAMO – Un’ora di interrogatorio, faccia a faccia con pubblico ministero e gip, nell’udiienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria: Elvis Levakovich, lo zingaro 21enne arrestato sabato pomeriggio dopo cinque giorni di latitanza, ha respinto ogni responsabilità nel delitto di Emanuele Fadani, il commerciante ucciso a botte nella notte su martedì scorso ad Alba Adriatica. Non ha fatto nomi, non ha riferito circostanze, non ha scaricato su altri la responsabilità di aver colpito mortalmente il commerciante di 37 anni. Levakovich avrebbe semplicemente negato di entrarci col delitto e anche quando gli è stato mostrato il video girato da una telecamera di sorveglianza della banca vicino alla quale si è verificato il pestaggio mortale, lui non ha fornito chiarimenti alla dinamica degli eventi. L’interrogatorio, svoltosi alla presenza dei due legali dell’indagato, Fedele Ferrara di Teramo e Flavio Grassini di Perugia, si è concluso con la convalida dell’arresto da parte del gip del tribunale di Teramo che ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in omicidio volontario. Il giovane zingaro è stato poi ricondotto in cella nel carcere di Castrogno. Adesso l’inchiesta passa alla fase delle carte e delle perizie, con il difficile compito degli inquirenti di ricostruire, secondo le affermazioni dei tre indagati e quelle di due testimoni chiave, l’amico della vittima, ferito anche lui nella zuffa e una signora che ha seguito l’aggressione dal balcone, l’esatta dinamica della tragedia.

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