All’ospedale di Atri è nato un ambulatorio oncologico

TERAMO – L’ospedale di Atri ha un nuovo ambulatorio oncologico, un servizio nato ad agosto nel presidio ospedaliero che riesce così a offrire un percorso completo in termini di diagnosi e terapia ai pazienti, i quali erano costretti prima a rivolgersi presso  altre strutture. “Una novità di cui va particolarmente orgogliosa il direttore sanitario dell’ospedale di Atri, Maria Mattucci che a www.emmelle.it ha spiegato come è nata l’idea dell’ambulatorio. “In realtà tutto è partito grazie alla sensibilità di Amedeo Pancotti, il direttore del dipartimento oncologico dell’Ospedale Mazzini di Teramo, che ha sentito l’esigenze di dotare anche Atri di un ambulatorio che segue personalmente e nell’ambito del quale riesce a garantire anche l’assistenza domiciliare integrata. Prima il paziente si fermava alla diagnosi o all’intervento chirurgico, adesso invece è sicuramente più tranquillo perché è in grado di ricevere una consulenza oncologica già durante il ricovero. Un servizio che dunque ha ricadute positive nella percezione dell’assistenza data ai malati, ma non solo, dal momento che l’ambulatorio si dedica anche alla formazione del personale che lavora nei contesti oncologici”. Ad Atri sono in programma infatti una serie di appuntamenti formativi dedicati al personale durante i quali particolare attenzione è dedicata alle implicazioni psicologiche-ralazionali e alle strategie comunicative efficaci in oncologia.  “Non possiamo far star bene gli altri se non stiamo bene noi – spiega Amedeo Pancotti a www.emmelle.it – gli operatori dei reparti oncologici sono tutti i giorni alle prese con persone che di fronte alla malattia vogliono risposte. E’ un compito difficilissimo dare risposte sapendo che il paziente in realtà vuole speranze, e non è nemmeno possibile dare la stessa risposta a tutti, perché di fronte l’ineluttabilità del decorso di una malattia ognuno reagisce in modo diverso. Per questo la componente psicologica è fondamentale e i collaboratori che partecipano a questi corsi ne colgono perfettamente l’importanza”. Risvolti psicologici dunque ma anche l’approccio multidisciplinare  è per Pancotti necessario per trattare la malattia. “Nessuno può fare il chirurgo da solo, o l’oncologo da solo. E’ indispensabile il confronto e la collaborazione dei colleghi, è più economico e più rapido, ma questo aspetto invece viene colto meno, è difficile lavorare in questo senso, e nel solco della collaborazione che auspico ho inteso portare avanti il discorso dell’ambulatorio oncologico di Atri”. Per ora l’ambulatorio è attivo al San Liberatore un giorno alla settimana. C’è però da evidenziare che, in sordina, dal 4 agosto ha già erogato circa 50 prestazioni, segnali incoraggianti che confortano ad andare avanti – conclude Pancotti – in base a ciò che saremo capaci di offrire e alla risposta della popolazione valuteremo come modulare l’attività ambulatoriale del presidio”.

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