«Costernato ma non mi dimetto»

TERAMO – "Sono semplicemente costernato". Lo dichiara Lanfranco Venturoni, assessore alla Sanita’ della Regione Abruzzo. "Non avendo io ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’autorita’ giudiziaria – prosegue -, ho pensato che si trattasse di una burla. Ma visto che la Procura della Repubblica di Pescara continua a non smentire le incredibili ricostruzioni accreditate dalle agenzie di stampa, devo ritenere che vi siano magistrati in Abruzzo disposti a credere che chi come il sottoscritto ha speso la sua intera esistenza a combattere la corruzione nella sanita’ possa essersi macchiato di condotte come quelle che mi vengono attribuite. Attendo di leggere gli atti d’accusa, ma per me parlano intanto i fatti e la mia biografia. Nel caso in questione, il mio comportamento e’ stato esattamente l’opposto rispetto a cio’ che i miei presunti corruttori, stando alle notizie di stampa, si sarebbero aspettati da me. Mi difendero’ in ogni sede e con ogni mezzo, e assicuro fin d’ora – conclude Venturoni – che non verro’ meno ai miei doveri istituzionali, e andro’ fino in fondo per scoprire chi e per quale finalita’ ha fatto in modo che il mio nome venisse infangato".
"Lanfranco Venturoni continuerà il suo lavoro al servizio dei cittadini con il pieno sostegno del Popolo della Libertà e la convinzione che nessuna calunnia, soprattutto se fantasiosa e campata in aria come quella che gli è stata notificata quest’oggi a mezzo stampa, potrà fiaccare il suo contributo alla ricostruzione di una terra ferita e al rinnovamento del comparto sanitario". Lo ha dichiarato in serata il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del PdL in Abruzzo. "Non vorremmo – prosegue Piccone – che proprio dalla forte discontinuità che l’assessore Venturoni e la Giunta di centrodestra hanno introdotto nella gestione della Regione Abruzzo originasse il tentativo, da dovunque provenga, di accreditare presso l’autorità giudiziaria illazioni di cui presto comprenderemo la natura". "Ci auguriamo – conclude la nota di Piccone – che i vertici
della Procura di Pescara, che in altre occasioni hanno dimostrato di saper resistere alle tentazioni del ‘rito ambrosiano’, sapranno garantire che la magistratura agirà in fretta nell’interesse dei cittadini e per amore della verità, affinchè nulla possa prestare il fianco al tentativo, che sembra essersi messo prepotentemente in moto, di sabotare la ricostruzione dell’Aquila".

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