Quando la Vita si fa Teatro

TERAMO –  Si è aperta nel migliore dei modi la stagione di prosa della “Primo Riccitelli”. Vero e proprio trionfo per un grandissimo Luigi De Filippo, straordinario nel rispolverare un’opera stupenda come “La fortuna con la effe maiuscola” datata 1942. Erede di quel teatro dell’umorismo napoletano, che fu portato al successo da suo padre Peppino e dallo zio Eduardo, Luigi De Filippo ha rappresentato in scena le emozioni che ogni giorno ci circondano e ci fanno vivere. E lo ha fatto tramite la comicità tipica di Napoli e delle sue maschere (il protagonista disgraziato, gli amanti, il brigadiere, il barone, la portinaia pettegola, il medico avido di soldi). Una comicità che è allo stesso tempo tragica e grottesca e che fa della risata una sorta di arma catartica per esorcizzare i mali che la quotidianità ci costringe ad affrontare e, a volte, subire. Ma la caratteristica che ha colpito più di tutti è stata, a mio avviso, la musicalità degli attori in scena che ha dato vita ad una sorta  di concerto per voci polifoniche guidato dalla splendida voce di De Filippo, vero e proprio direttore d’orchestra. Ed è lo stesso De Filippo che a fine spettacolo, interrompendo gli applausi scroscianti del pubblico, ci ha spiegato l’essenza del teatro comico napoletano e del teatro in generale: quella di far provare emozioni vere e autentiche raccontando quel mistero incomprensibile che è la vita.
Lorenzo Mazzaufo

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