Credito alle imprese, semestre nero in Abruzzo con 1 milardo in meno rispetto lo scorso anno

TERAMO – Male il credito alle imprese abruzzesi nel secondo trimestre del 2009, mentre al contrario sale in modo vertiginoso quello concesso alle pubbliche amministrazioni. Da sottolineare, secondo quanto emerge da una nota di Cna Abruzzo, che le banche storicamente più radicate per storia e dimensione nel territorio, come ad esempio le Casse di risparmio, sono quelle che mostrano i segni di difficoltà più evidenti, a tutto vantaggio dell’iniziativa dei grandi e dei micro istituti di credito, come le banche di credito cooperativo. Secondo l’analisi condotta dal Centro studi regionale della Cna, su dati forniti da Bankitalia, tra aprile e giugno scorso i finanziamenti alle imprese abruzzesi hanno subito una decurtazione di ben 130 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: un quadro fosco, confermato dall’andamento del trimestre precedente, che porta i primi sei mesi del 2009 a una variazione negativa complessiva di 216 milioni di euro. Se a questo si aggiunge che nel primo trimestre 2008 c’era stato un incremento di 691 milioni, il taglio di risorse per le imprese, in questo stesso periodo, sfiora il miliardo di euro, con meno 907 milioni. La grave caduta del credito alle imprese, tuttavia –secondo lo studio – stride con l’andamento generale. Complice il terremoto del 6 aprile scorso che ha fatto sì che l’Abruzzo fosse investito da un aumento complessivo del credito erogato, attestato sui 234 milioni di euro, una cifra tre volte superiore allo stesso periodo dell’anno precedente, con un saldo attivo complessivo di 94 milioni di euro. Un incremento che tuttavia si è concentrato in modo quasi esclusivo sul territorio aquilano (+265 milioni), a fronte di una secca caduta nel Chietino (-62 milioni di euro) e un andamento segnato da piccoli incrementi nel teramano (+10 milioni) e nel pescarese (+21 milioni). Una massa finanziaria di cui beneficiano quasi del tutto le pubbliche amministrazioni, con 220 milioni di euro erogati in più ma anche le famiglie consumatrici (+187 milioni). “Invertendo una tendenza positiva più che decennale – si legge nella nota di Cna Abruzzo– la prima metà del 2009 è segnata in Abruzzo da un andamento contraddittorio. Infatti, se nei primi tre mesi dell’anno si era verificato un decremento consistente, il secondo trimestre ha fatto registrare il ritorno alla crescita”. Ultimo capitolo, le cosiddette “sofferenze”, ovvero i crediti che le banche vantano nei confronti dei clienti insolventi: nel secondo trimestre 2009 hanno subito un incremento di 63 milioni di euro.

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