La Asl di Teramo soffre la carenza del personale medico e infermieristico

TERAMO – La carenza del personale medico e infermieristico è il problema più evidente per la Asl di teramo. E’ quanto emerso negli incontri recenti del Comitato ristretto dei sindaci presieduto dal sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. Dopo aver scongiurato il pericolo di chiusura dei presidi ospedalieri teramani grazie alle rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, una successiva convocazione è servita a fare il punto sulle economie della Asl di Teramo con il direttore generale, Mario Molinari. Da qui è emerso che la Asl di Teramo, nel corso del 2009, ha rispettato il tetto di spesa previsto dal Piano di rientro elaborato dalla Regione Abruzzo e dal Commissario Redigolo per quel che riguarda il personale medico ed infermieristico ritenuto però insufficiente dal comitato dei sindaci in considerazione che” una buona sanità non può prescindere da un numero idoneo di medici ed infermieri oltre che da competenza e professionalità”.La spesa massima possibile quantificabile era di 147milioni e 740 mila euro, La Asl ne ha spesi 145milioni e 313 mila, ottendo un risparmio di quasi 2 milioni di euro. Fondamentali dunque saranno adesso proprio le proiezioni di spesa relativamente al personale che sono state inviate in questi giorni al  Commissario straordinario, Gino Redigolo, che prevedono un piano di assunzioni, per l’anno 2010, nel rispetto di un  tetto massimo che si auspica sia  identico all’anno 2009. “Il raggiungimento del contenimento del tetto di spesa assegnato è un traguardo importante – ha dichiarato il presidente del comitato dei sindaci, Maurizio Brucchi –  ma non si possono non evidenziare le difficoltà della nostra Asl generate dalla necessità di garantire una risposta efficace alla domanda di “buona sanità” che viene dal territorio”. “Buona sanità  – ha  proseguito Brucchi – significa avere anche personale sufficiente, buoni medici e buoni infermieri, contrastando così quella mobilità passiva, che spinge i residenti nella nostra provincia ad andare fuori Asl, con  punte di “emigrazione” che raggiungono, in qualche caso, il 60%. Per dare il suo contributo al contenimento della spesa, la Asl di Teramo ha “stretto la cinta”; sono certo – ha infine detto Brucchi – che il commissario Redigolo vorrà tenere conto di  tanto sacrificio e vorrà evitare  alla nostra Asl tagli sulla spesa di previsione per l’anno 2010, consentendo alla sanità pubblica teramana di poter guardare al futuro con grande ottimismo,  senza temere ulteriori contrazioni di spesa, anche in considerazione del fatto che la nostra è l’unica provincia a non ospitare cliniche private. Sarebbe paradossale, infatti, se proprio la nostra Asl dovesse subire tagli a vantaggio di altre province".

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