Tia: aumenta il costo per il 2010

TERAMO – Continua ad aumentare la Tia. E’ stato infatti approvato in Consiglio comunale, con 22 voti favorevoli della maggioranza e 13 astenuti dell’opposizione, il piano economico e finanziario 2010 del servizio di igiene ambientale. Brutte notizie per i contribuenti dunque, dal momento che il costo del servizio, anche in virtù dell’introduzione del porta a porta, è stato quantificato in 10 milioni di euro rispetto gli 8,800 milioni di euro circa pagati lo scorso anno. L’aumento applicato di 2 milioni e 440 mila euro, come relazionato dall’assessore comunale al Bilancio, Alfonso Di Sabatino Martina, si compone di alcune voci tra le quali spiccano gli investimenti messi in cantiere dalla Te.Am per la sua patrimonializzazione e per il rinnovo del parco macchine, 25 nuove assunzioni rese necessarie dall’avvio della raccolta porta a porta e di una somma di 870mila euro che corrisponde alle mancate detrazioni fiscali di cui beneficiava la Team scaricando l’iva, la cui applicazione è stata annullata dalla sentenza della Corte costituzionale. Conscio del sacrificio chiesto ai contribuenti, l’assessore Di Sabatino, ha chiesto ai cittadini “civiltà”, unico principio utile per consentire un abbattimento sui costi del servizio che è strettamente legato alla qualità del prodotto conferito. Insomma meglio si differenzia, meno si paga. L’obiettivo di legge è quello di arrivare al 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012. Tra gli odini del giorno presentati in Consiglio comunale, è stato approvato all’unanimità quello presentato dal consigliere del Pdl, Alfredo Caccioni sull’edilizia residenziale pubblica. Caccioni ha chiesto all’assemblea consiliare di impegnarsi per predisporre un piano di intervento attraverso un tavolo di concertazione con l’Ater per risolvere l’emegenza abitativa che tormenta diversi nuclei familiari deboli, ma anche giovani, padri separati e precari impossibilitati ad accedere al mercato privato o morosi nel pagamento degli affitti. La richiesta approvata è stata dunque quella di politiche abitative più incisive e di un aggiornamento del limite di reddito per l’accesso alla locazione di appartamenti di edilizia residenziale pubblica.

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