Il fiore di cactus fiorisce al Comunale

TERAMO – Secondo appuntamento con la stagione di prosa Riccitelli e secondo grande successo. “Fiore di cactus” ha letteralmente entusiasmato gli spettatori del Comunale con una comicità grottesca, frizzante, ricca di colpi di scena, mai banale o scontata. Questa pièce teatrale, scritta da  Pierre Barillet e Jean – Pierre Grédy nel turbinio socio culturale degli anni 60, appartiene al genere "Boulevardier" in cui i temi affrontati sono quelli del sociale quotidiano quali la coppia, l’amore e la famiglia. Ambiti dunque privati che il “Boulevard” analizza fin nelle più recondite intimità psicologiche a beneficio però della collettività, estraendo dalle situazioni individuali una prospettiva d’insieme sulla condizione della società. Il pubblico quindi, a suon di risate, si confronta in maniera diretta con i propri vizi e le proprie ipocrisie che in “Fiore di cactus” esplodono in un turbinio di gag esilaranti e situazioni al limite dell’assurdo. Una grandissima Eleonora Giorgi (nel ruolo della segretaria Stefania Vigneau) ed un istrionico Franco Castellano (nella parte del dentista farfallone ed impacciato Dottor Foch), coadiuvati da altri sei ottimi attori, sono stati bravissimi nel rappresentare il delirio che l’uomo è capace di crearsi attorno, soprattutto se è coinvolto in una storia d’amore passionale. Nota di merito per le coloratissime scenografie in pieno stile  pop art Andy Warhol e per le musiche, una contaminazione tra i grammofoni della Belle époque e le chitarre psichedeliche dei Velvet Underground.

Lorenzo Mazzaufo                                                                                       
    
 

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