Edilizia, crisi da profondo rosso

TERAMO – Mille posti di lavoro persi, morosità delle imprese verso la Cassa edile aumentata del 60 per cento, 44% di affidamenti in meno e importi diminuiti del 31%: è il quadro a tinte fosche registrato dall’Ufficio Studi dell’Associazione Costruttori Edili (Ance) della provincia di Teramo nel 2009 e illustrato questa mattina dal presidente, Serafino Pulcini (nella foto). I dati analizzati nel settore riguardano i periodi gennaio-settembre degli ultimi tre anni. In Abruzzo il numero degli affidamenti, rispetto al 2008, è passato da 576 a 360, con una riduzione del 38%; un calo cui ha fatto seguito una discesa degli importi complessivi delle gare appaltate pari al 21%, da quasi 195 milioni di euro a circa 154. Ancor più rilevante è il rapporto nel triennio 2007-2009, dove gli importi sono scesi del 36%. Sotto accusa, oltre alla crisi, anche i notevoli ritardi nei pagamenti che, come nel caso dell’Anas quale stazione appaltante, superano anche i 12 mesi di ritardo, e la stretta creditizia delle banche. «C’è bisogno di una svolta – ha detto il presidente Pulcini -, e per questo chiediamo una legge quadro  per definire procedure chiare, certe e trasparenti per la ricostruzione dell’Aquila. Le risorse non solo della ricostruzione ma anche quelle ordinarie dovranno servire per una nuova ripianificazione organizzativa dell’Abruzzo a partire dall’Aquila: passata l’emergenza è opportuno che si traccino regole chiare». Come rilevato dalla ricerca Ance, sono soprattutto i pagamenti a minare la solidità delle imprese di costruzione: il 55% del campione totale di imprese interpellate ha individuato in sei mesi-un anno il periodo di ritardo del saldo dei lavori. Lo stesso campione denuncia un allungamento dei tempi di istruttoria per la concessione di finanziamenti nelle banche o l’aumento dello spread praticato dagli istituti di credito o la richiesta di garanzie aggiuntive. Una situazione destinata a riflettersi anche sul mercato abitativo: «Nel 2009 gli investimenti in abitazioni – dicono all’Ance di Teramo – si ridurranno del 9,5% in termini reali rispetto al 2008. Tre anni fa le abitazioni progettate erano state 276.000, nel 2009 saranno alla fine circa 187.000, un numero analogo a quelle registrato alla fine degli anni ’90».

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