Natale di preoccupazione per i precari della Provincia

TERAMO – I lavoratori precari della Provincia sono tornati a esprimere preoccupazione per l’incertezza sul rinnovo dei contratti alla vigilia della loro scadenza, fissata il 31 dicembre. In una nota, che di seguito proponiamo integralmente, il coordinamento provinciale dei precari ha definito “umiliante” la proroga di 2 mesi proposta dall’ente al tavolo con i sindacati, una proposta che è stata rifiutata con le motivazioni e le richieste che seguono:

“Il Coordinamento Precari della Provincia di Teramo augura a tutti i cittadini un felice Natale.
Perché il l nostro non lo sarà. Altro che allegre canzoncine natalizie, dolci nenie zeppe di belle parole. Nei corridoi della Provincia di Teramo rimbomba il silenzio, un silenzio assordante. Il nostro sarà un Natale senza parole, senza musica, senza altri suoni se non il sibilo della spada di Damocle che oscilla sulla nostra testa.
Il 31 dicembre scadono i contratti di 60 precari, che dopo anni di co.co.co., e dopo aver sostenuto regolari concorsi, erano entrati in un percorso di stabilizzazione. Diciotto mesi più diciotto, questo prevedeva la norma e l’accordo sindacale siglato con Ernino D’Agostino. Poi il subentro dell’era Catarra, ed è cominciato il singhiozzo. La nuova Giunta, nella sua primissima deliberazione del 30 giugno scorso, ha ridotto la proroga da 18 mesi a 6. Questi mesi, dichiarava Catarra alla stampa,  sarebbe dovuti servire “per verificare tutte le necessità e procedere alle opportune modifiche della dotazione organica. La Giunta, infatti, essendosi insediata oggi, ha bisogno di un minimo di tempo per capire e valutare le migliori azioni possibili”.
Credete che in questo periodo tutto ciò sia stato fatto? No. Pensate che in questi sei mesi il Presidente abbia tenuto degli incontri con i precari per capire i loro ruoli e funzioni? No. Siete convinti che nel frattempo si sia instaurato un dialogo costruttivo con i sindacati per cercare una soluzione dignitosa sia per l’Ente sia per i lavoratori? No.
L’incontro di ieri, che avrebbe dovuto mettere il punto a capo, è per l’ennesima volta terminato con i puntini di sospensione. La proposta dell’Ente ha dell’umiliante: una proroga di 2 mesi, per prendere tempo ancora una volta. I sindacati UIL e CGIL non hanno – ovviamente – accettato. Il tavolo sindacale è stato aggiornato, rimandato al 29 dicembre. E il 31 i contratti scadono.
Caro Presidente, un bellissimo pacco regalo per i precari dell’Ente. Quei precari che, lavorando presso uffici strategici della Provincia, permettono all’Amministrazione di incassare tributi, offrono servizi agli utenti presso i Centri per l’Impiego, gestiscono le azioni previste dai POR, si occupano di sociale e di turismo, fanno attività di sportello, progettano e garantiscono all’Ente finanziamenti comunitari, nazionali e regionali. Con una professionalità indiscussa, testimoniata dai tanti premi di cui la Provincia negli ultimi anni è stata insignita.
60 lavoratori, padri e madri di famiglia, professionisti, tenuti al cappio fino al 29 dicembre (se va bene), fino all’ultimo giorno, con un comportamento umanamente inaccettabile.
Tutto questo per cosa? Due mesi. Due mesi per essere osservati, come cavie di laboratorio. Due mesi ancora per “valutare” quello che invece è sotto gli occhi di tutti, e scritto nei nostri curricula (a proposito, qualcuno, dopo averli richiesti formalmente, si è mai preso la briga di leggerli?!).
Possibile che la Giunta non sia riuscita ad elaborare una soluzione migliore, senza accampare scuse di bilancio – considerando che la gran parte di noi è finanziata con fondi POR e regionali?!
Oggi il Presidente – dopo 6 mesi di totale indifferenza – saluterà i dipendenti e i consiglieri di maggioranza. E, probabilmente, farà gli auguri di buone feste.
Anche noi del Coordinamento Precari della Provincia vogliamo fargli un augurio: che Gesù Bambino possa aprirgli il cuore, donandogli quel buon senso che finora è mancato, e che non dipende dal colore politico, ma dall’effettiva volontà di fare”.

Il Coordinamento Precari della Provincia di Teramo  

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