Alsafil: scongiurata la mobilità per i 53 lavoratori dell’azienda di Atri

TERAMO – E’ stato firmato questa mattina, a Roma, nella sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla presenza di azienda, sindacati e istituzioni, l’accordo per concedere la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività allo stabilimento Alsafil di Atri, l’azienda tessile della provincia di Mantova subentrata al Gruppo Pompea. Il provvedimento riguarda 53 lavoratori per i quali è stata scongiurata in questo modo l’ipotesi della mobilità e durerà per un periodo di 24 mesi a decorrere dal 1 gennaio 2010. Il piano di gestione degli esuberi prevede sia strumenti di ricollocazione in altre aziende sia mobilità incentivata per i lavoratori. La Provincia, per parte sua, assicurerà, attraverso i Centri per l’impiego, percorsi formativi per favorire la ricollocazione dei lavoratori mentre la Regione attiverà specifici percorsi per le politiche di reimpiego. Uno dei punti salienti dell’accordo è che il piano di gestione degli esuberi, entro i primi dodici mesi, dovrà consentire la gestione positiva di almeno il 30% del personale (pari a 16 unità che quindi dovranno essere ricollocate). Il raggiungimento di tale risultato è requisito indispensabile per l’accesso al secondo anno di cassa integrazione straordinaria.“Con la Cigs si è riusciti a tamponare una situazione di emergenza – dichiara l’assessore Eva Guardiani – ma mi rendo conto che questo di per sé non è sufficiente a garantire un futuro ai lavoratori. I nostri sforzi ora devono essere orientati alla creazione di percorsi che facilitino il loro reinserimento”. “L’accordo che abbiamo firmato  – aggiunge l’assessore Di Giacinto che è anche consigliere comunale ad Atri – contiene una serie di appigli che, se ben utilizzati, possono consentirci di raggiungere dei risultati significativi nella direzione auspicata che, evidentemente, è quella di garantire nuove certezze per i lavoratori coinvolti nella Cigs”.

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