Formazione a Castrogno

TERAMO – E’ stato approvato nel corso della seduta del 30 dicembre del 2009 (seduta del bilancio regionale) un emendamento presentato dal Gruppo PD (primo firmatario Claudio Ruffini) che mira a finanziare delle politiche attive della formazione e del lavoro all’interno degli istituti penitenziari abruzzesi. Lo rende noto, in un comunicato stampa, lo stesso Ruffini che specifica che l"’emendamento si era reso necessario dopo che una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali aveva fatto visita al carcere di Castrogno per constatare le condizioni dei detenuti all’interno dell’istituto di pena. Condizioni che erano apparse subito precarie: carenza di servizi igienici, sovraffollamento, mancanza di spazi ricreativi per i detenuti" dice la nota. Criticità denunciate anche in V Commissione regionale durante un’audizione dei vari direttori degli istituti penitenziari abruzzesi. "La visita a Castrogno era stata quindi l’occassione – prosegue il comunicato –  per trovare delle possibili soluzioni: i parlamentari avevano preso l’impegno di sollecitare il Governo per ottenere dei finanziamenti per le strutture carcerarie, mentre i consiglieri regionali dovevano farsi promotori in Regione di un piano di reinserimento sociale, formativo e lavorativo dei detenuti". Un impegno rispettato e contenuto nell’emendamento votato in Consiglio regionale che permetterà l’istituzione di servizi di formazione e lavoro permanenti all’interno delle strutture carcerarie, integrati e coordinati con un sistema stabile di reinserimento sociale, in convenzione con gli stessi istituti penitenziari. Sarà l’assessorato competente in materia di formazione e lavoro della Regione Abruzzo, spiega ancora Rufficni, a stabilire annualmente un piano di finanziamento di tali servizi che saranno possibili attraversi l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo. "Le condizioni delle nostre carceri imponevano una riflessione seria e matura da parte della politica. Sono soddisfatto del risultato raggiunto, che rappresenta un segnale indispensabile – conclude il Consigliere del Pd – e necessario per riconsegnare dignità e un ruolo sociale alle migliaia di detenuti all’interno degli istituti di pena. Con i fondi FSE riusciremo ad attivare dei programmi di reinserimento sociale che talvolta – per le condizioni in cui sono i detenuti -rappresenta l’unica ancora di una speranza".

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