Quante gaffe in nome dello sport d’Eccellenza…

TERAMO – Crediamo nella politica. Soprattutto in uno dei suoi più importanti e genuini ruoli: lavorare per lo sviluppo dei territori. Diffidiamo di chi, nella politica, pur rappresentandoli, i territori, ne conoscono poco i rapporti, gli equilibri, le forze, il valore sociale delle varie componenti. Che si muovono cioè "a naso", giudicando opportuno di volta in volta, questo o quell’intervento, in base alla "popolarità" che ne potrebbe venire. Prendiamo il caso dello sfogo del presidente del Teramo Basket, Carlo Antonetti, sui rapporti inesistenti tra Istituzioni e basket, nel caso specifico, tra Istituzioni e sport, aggiungeremmo noi. La Teramo Basket ha puntato il dito sulla mancata partecipazione a uno straordinario strumento di marketing territoriale, della Regione Abruzzo come della Provincia e in parte, del Comune di Teramo. Sfogo che si è trasformato in una trappola, per i politici. Per il presidente Catarra, che ha risposto esprimendo solidarietà ma senza impegnarsi, per i suoi due predecessori Ruffini e D’Agostino, si vertici di un Ente che per lo sport negli anni ha dato zero o cifre vicine ad esso (come "Provincia di serie A", fugace iniziativa che era nata perchè c’era Roseto nel basket di A e i politici di quella zona erano più forti), per il gruppo consiliare Pd di Teramo, che ha ricopiato in carta carbone l’emendamento alla Finanziaria regionale (bocciato) di Ruffini per girarlo come responsabilità ‘sportiva’ al sindaco Brucchi, che oggi replica per dimostrare cosa lui ha fatto per lo sport a Teramo. Una trappola, dicevamo. Sì, perchè tutti, dal centrodestra al centrosinistra, hanno mancato una buona occasione per fare bella figura. Adesso tutti cavalcano lo sfogo di Antonetti ma quando gli stessi avevano (o adesso, alcuni di loro, hanno) lo strumento delle scelte, cosa è stato fatto. Niente, esattamente come adesso ci si lamenta accusando la parte avversa. Non è strumentalizzazione politica questa? Perchè non si è lavorato nel tempo, cercando decisioni che in questo campo, lo sport, meriterebbero una condivisione bi-partizan? Perchè tutti, dall’ex squadra Del Turco a quella successiva di Chiodi, non si è cercato di individuare qualcosa che aiutasse, sul fronte teramano, quelle eccellenze sportive che oggi vengono definite tali soltanto per tornaconto politico? La maglia di queste squadre, basket o pallamano che siano (sì, consiglieri Ruffini, De Luca e Cavallari: c’è anche la pallamano, a Teramo, maschile e femminile, entrambe in Serie A, da oltre 34 anni la prima) è sempre biancorossa. A strisce verticali o a tinta unita alternata ai pantaloncini, ma sempre biancorossa, non di centrosinistra o di centrodestra. Ci permettiamo per una volta di lasciare da parte il nostro mestiere di giornalisti e di fare i dirigenti sportivi, potendo, ahinoi, offrire anche questo altro punto di vista. Dirigenti di uno sport, la pallamano, dilettantistico, che seppure tale, è ai vertici della disciplina, in A d’Elite: più su non può andare, non c’è una altro campionato, se è bene ricordarlo o spiegarlo. E se il basket può andare avanti, nonostante l’assenza delle Istituzioni, con difficoltà, la pallamano è al bivio: sta per morire, senza fondi e senza interesse di chi potrebbe aiutarla. Importerà a qualcuno? No, sicuramente, a meno che non diventi improvvisamente terreno di interesse politico, come fenomeno di massa (o come qualche dirigente bancario ha detto: “Quanti spettatori fate?"). E’ il grido di aiuto dello sport minore, quello dimenticato due volte. Bene ha fatto Antonetti a lanciare la pietra nello stagno. Ben conoscendo il suo territorio – lui sì, ma da dirigente sportivo non da politico -, sapeva anche che non avrebbe ottenuto alcunchè: ma almeno il grande pubblico avrà saputo, ci ha confidato nei giorni scorsi. Noi al contrario, abituati a non vedere una lira pubblica, nel dire intanto che almeno il Comune di Teramo, con il sindaco Brucchi e l’assessore Campana, un contributo importante ce lo ha garantito, saremmo contenti se i nostri politici, di maggioranza e di opposizione, sapessero quanto e quali sport di Eccellenza esistono nella città capoluogo, Teramo, e si dessero da fare per difendere e sostenerli come altrove e in altri tempi loro colleghi di altre province e comuni hanno fatto molto bene.

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