Teramo Nostra annuncia azioni di protesta sul Teatro Romano

TERAMO – L’associazione Teramo Nostra torna sul recupero del Teatro Romano e ribadisce il suo “no” a nuovi progetti per il recupero funzionale dell’opera previsti nell’ambito del protocollo d’intesa siglato tra Regione, Provincia, Comune, Fondazione Tercas, e Sovrintendenza ai Beni Culturali d’Abruzzo. “Gli enti coinvolti nella questione del Teatro Romano – si legge in una nota inviata dall’associazione – dicono di volere il recupero totale del sito ma concretamente emerge un’altra direzione: un nuovo progetto, la diversa destinazione dei fondi Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) già disponibili, cioè 1milione e 600mila euro. Atti che – per Teramo Nostra – contraddicono le pubbliche dichiarazioni d’intenti”. L’associazione ribadisce nuovamente l’opportunità di ripartire dal progetto che si baserebbe su tre “irrinunciabili” fasi: l’abbattimento di palazzo Adamoli” l’acquisto o esproprio di “casa Salvoni” e il recupero integrale delle cave (orchestra e frons scenae), progetti che per il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi non possono essere “validati” poiché è macato un affidamento ufficiale per la redazione degli stessi. La richiesta di Teramo Nostra dunque, è quella di destinare la somma dei fondi Cipe solo per le tre priorità indicate e “non come annunciato dalla Regione per operazioni di ripulitura e sistemazione.Queste operazioni  – sostengono i membri dell’associazione – appartengono all’ordinaria manutenzione del complesso archeologico e  dovrebbe essere obbligatoriamente assicurata da parte della Soprintendenza con fondi propri nell’ambito delle proprie competenze di tutela e conservazione del patrimonio archeologico”. Teramo Nostra , nel comunicato diffuso, diffida gli enti preposti ad agire nella direzione prevista nel protocollo d’intesa ed annuncia manifestazioni di protesta.

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