Cancro all’utero: l’Abruzzo fa scuola nella prevenzione

TERAMO – "La Regione Abruzzo e lo screening del futuro" è il tema di un incontro scientifico sulle possibilità più innovative e avanzate di prevenzione del cancro dell’utero che prende forma sul territorio. L’argomento sarà affrontato dalla scuola di formazione per operatori di Screening della Asl di Teramo e della Regione Abruzzo domani nella  sala convegni dell’ospedale di Pescara. Il corso arriva a pochissimi giorni dalla notizia che proprio una procedura sbagliata nella comunicazione ha fatto sì che una donna, ammalata di cancro all’utero, nonostante l’avvenuta diagnosi, morisse. L’Abruzzo e con esso la Asl di Teramo vanta da decenni una rodata macchina, pilota, che ha fatto scuola in Italia e all’estero. Il Comitato regionale per lo screening del cervicocarcinoma, coordinato dal direttore della Scuola di screening, Claudio Angeloni, ha messo a punto sulla propria e le altre esperienze protocolli ormai perfetti, che garantiscono eccellenti passaggi utili alla salute, in più casi alla sopravvivenza, della paziente. Il Corso di giovedì prossimo  rappresenta il proseguimento naturale del Programma di formazione obbligatoria voluto dal Comitato Regionale di Screening per gli operatori del Progetto Obiettivo di Screening del cervicocarcinoma della Regione Abruzzo, approvato e finanziato dal Ministero della Salute; fa parte del percorso formativo degli operatori (ostetriche, medici, biologi, tecnici di laboratorio, personale di front-office) impegnati nel programma regionale di screening del cervicocarcinoma.  La regione Abruzzo ha recentemente deliberato l’adozione del HPV DNA test come test di I livello nel proprio programma di screening, dal 1 gennaio 2010; il corso si propone di fornire le motivazioni e l’organizzazione di una scelta radicale e coraggiosa, ma coerente con l’impostazione di grande attenzione alle novità scientifiche ed alle loro possibili applicazioni pratiche: i risultati, ormai noti, di importanti studi randomizzati italiani giustificano la scelta, che dovrà comunque attenersi a protocolli comuni e confrontabili. Inoltre, proprio alla gestione del programma di screening della nostra regione, è stato affidato uno studio di confronto e valutazione su costi e benefici nell’adozione di una procedura di screening che prevede il test HPV come I test di livello, finanziato dal Ministero della Salute.

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