Sul nuovo teatro Nuove Armonie chiede al sindaco "un atto di umiltà"

TERAMO –  Per Nuove Armonie, il meccanismo per sciogliere il nodo della costruzione del nuovo teatro è l’indizione di un referendum popolare. Anche l’associazione culturale, coordinata dal compositore teramano, Enrico Melozzi, interviene l’indomani della protesta scatenata dagli ultrà in Consiglio comunale sull’abbattimento del vecchio stadio, per dire la sua su una questione nei confronti della quale ritiene che il sindaco “debba fare un atto di umilità”. Nuove Armonie dichiara di appoggiare la protesta dei “Ragazzi della Est”, e chiede al sindaco di fare un passo indietro sulla gestione della struttura, sul luogo dove costruirla, e sulla progettazione. “Sul Nuovo Teatro  – si legge nel comunicato – c’è ancora tantissimo da discutere, Bisogna prendere una decisione con un confronto pubblico aperto, che produca il massimo del consenso. Basta con i proclami e le imposizioni dalla politica, poichè il mondo dell’arte teramana non può essere soggetto a decisioni prese da chi non ha competenza in materia”.
Per Melozzi le posizioni prese ieri dagli ultras sono state “prevedibili e giuste”. “Non è possibile, per Melozzi “lanciare dei dictat da parte della Giunta su un argomento così importante, nè ricondursi alle elezioni dal momento che l’elezione del sindaco non ‘c’entra con la costruzione del nuovo teatro”. “Un referendum popolare  – conclude la nota di Nuove Armonie – costruito con i criteri costituzionali, sarebbe forse il miglior meccanismo per sciogliere la questione senza minare la libertà dell’espressione di ogni singolo cittadino.
Consulte, forum dei cittadini sono strumenti essenziali per lo sviluppo di una coscienza civica utile al progresso Non bisogna avere paura degli strumenti della democrazia – dichiara in ultimo Melozzi – se si è sicuri di essere nel giusto, e di decidere con lungimiranza e accuratezza”.

Leave a Comment