"Voglio andare in piscina, ma a Teramo non mi è consentito"

TERAMO – “Sono partatore di handicap, voglio andare in piscina, ma a teramo non mi è consentito a causa delle barriere architettoniche”. A denunciarlo è un lettore di www.emmelle.it , disabile, che si è rivolto alla nostra redazione per denunciare quelle che chiama “barriere mentali” contro le quali il nostro lettore, in condizioni di disabilità, ha dichiarato di scontrarsi continuamente pur volendo, giustamente e con ostinazione, provare a condurre una vita da “persona normale” e come tale frequentare una piscine. Una possibilità preclusa perchè, come egli stesso ci racconta in un passo della lettera che vi proponiamo, nonostante in città ci siano 3 strutture, nessuna prevede condizioni di accessibilità per persone con una capacità motoria ridotta.

“Io sono una persona "handicappata" ma non rassegnata: voglio vivere la mia vita come quella di una persona normodotata e avere la possibilità di andare in piscina. A Teramo abbiamo la fortuna di averne tre, nessuna delle quali è agibile per portatore di handicap nonostante l’esistenza di una legge che regolamenta la materia e che detta i parametri per garantire l’accessibilità e l’adattabilita degli edifici a persone con problemi psicomotori. In particolare – ci segnala il lettore – per le piscine, i requisiti di accessibilità vanno garantiti con una progettazione attenta a elementoi quali, parcheggi, ingressi, percorsi, collegamenti verticali, servizi igienici, spogliatoi e accesso alla vasca. Tutto questo nelle strutture teramane non è previsto. I gestori interpellati sostengono che l’adeguamento delle strutture alla normativa è dispendiosa anche in relazione della scarsa richiesta degli utenti. Mi è stato assicurato che avrebbero cercato, nei limiti della disponibilità degli addetti, di farmi aiutare dal personale di servizio. A questo punto chiedo al sindaco Brucchi, in qualità di medico: “E’ così complicato installare un passamano dallo spogliatoio alla vasca in modo da consentire a persone con handicap non gravissimo ,ma anche ad anziani, di beneficiare dei risultati dell’idroterapia?
Quando si parla di “handicap” lo sforzo, quello del superamento delle” barriere mentali” non deve essere quello di modificare i termini o di inventarne di nuovi per definire la condizione, ma quello di educare gli individui a guardare ogni persona per la dignità del suo essere tale. La gente deve abituarsi a vedere le carrozzine per strada, nei negozi, negli uffici pubblici, deve vedere anche le difficoltà.Allora capirà davvero cosa sono le barriere architettoniche e potrà modificare anche le "barriere mentali". Cercare di risolvere i problemi dei disabili è un investimento per tutti”.

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