Catarra: "L’opposizione crede che la Provincia sia un’azienda"

TERAMO – L’approvazione in Consiglio provinciale, avvenuta con i soli voti della maggioranza, dell’atto di indirizzo sulle società partecipate rispetto le quali la provincia intende ritirare le sue quote, si è trascinata dietro la polemica in corso tra maggioranza e opposizione sui fini dell’ente. Sollecitata dalla minoranza, che ha abbandonato l’aula al momento del dibattito per la presenza di “vuoti istruttori da colmare” e per aver ritenuto l’esistenza di “condizioni di incompatibilità di alcuni consglieri rispetto al voto sul provvedimento”, la giunta provinciale, ha replicato con veemenza alle accuse giudicate “irriguardose, di basso livello e insipienti dal punto di vista politico e amministrativo”. Per il presidente Valter Catarra è la legge che impone agli enti di dichiarare quali siano le società ritenute strategiche e di tirarsi fuori, di conseguenza, dalle società che non sono ritenute tali. Si tratta dunque di “buone pratiche dell’amministrazione”. Chiarimenti ha voluto dare anche il presidente sulla volontà della dell’amministrazione di sottrarsi alle partecipazioni dell’ente nella Te.Am e nell’Arpa, "società in attivo" per l’opposizione, e ragione per la quale non erano comprese le ragioni economiche della scelta. "L’opposizione propone di rimanere in alcune società per fare utili – ha dichiarato Catarra in conferenza stampa – ma la legge non fa un ragionamento economico. La Provincia partecipa a società nella misura in cui siano strumentali all’ente e alle sue competenze". L’uscita dalle due società dunque è motivata da Catarra da ragioni di opportunità dal momento che gli indirizzi dell’ente in tema di trasporti e ambiente, possono essere forniti "con più serenità" se la Provincia non è al tempo stesso destinataria delle risoluzioni adottate. Insomma è un modo per evitare che il controllore non sia al tempo stesso il controllato. Sull’incompatibilità dei consiglieri Raimondo Micheli e Flaviano Montebello, entrambi consiglieri del Pdl, l’uno presidente della Team, e l’altro amministratore delegato dell’Arpa, ha replicato invece il consigliere di maggioranza Enrico Mazzarelli che anche in qualità di avvocato ha ribadito che "non solo non c’è alcuna incompatibilità secondo la legge, non è nemmeno il Consiglio provinciale la sede per la verifica della compatibilità dei consiglieri. "Non prendiamo lezioni di moralità da nessuno – ha dichiarato infine il presidente della Provincia, Valter Catarra – l’opposizione, impreparata nel conoscere il lavoro di ricognizione della Provincia verso le partecipate, ha strumentalizzato il provvedimento dimostrato la sua arroganza abbandonando il Consiglio. Questo non è ostruzionismo, ma un tentativo di picchiare nel mucchio per fare rumore"

 

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