Cardiochirurgia lancia l’appello, Venturoni risponde

TERAMO – Nel giorno in cui la cardiochirurgia di Teramo festeggia il suo trentennale nella sala convegni dell’Ospedale gremita di personale medico ed ex pazienti, oltre ai ricordi si è ascoltato forte e chiaro l’appello accorato alla politica, alle istituzioni: «Investite ancora, oggi come allora, sul nostro futuro». La provocazione l’ha lanciata il capo del Dipartimento Cuore e Vasi, Cosimo Napoletano («Abbiamo una cardiologia interventistica molto avanzata e questa non si giustifica se non ha al fianco una cardiochirurgia – ha detto -. Facciamo sì che oggi seminiamo per la seconda volta»), l’ha raccolta in parte il direttore generale Mario Molinari («Non molliamo, andiamo avanti con il progetto del Polo cardio-toraco–vascolare sui cui investiamo parte dei 18 milioni di euro dell’articolo 20») e anche l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, con alcune precisazioni. Per l’assessore infatti la cardiolorgia, ma non solo, va riorganizzata a partire da un potenziamento della rete dell’emergenza: "Il 118 – ha detto Venturoni – non può essere lontano dal Pronto Soccorso". L’idea dunque è quella di raccogliere tutte le professionalità in un unico centro di emergenza; a questo proposito Venturoni punta sul II lotto dell’ospedale di Teramo, struttura che dovrebbe essere interamente dedicata alla cardiologia, alla cadiochirurgia, e alla chirurgia toracica e cardiovascolare mentre l’attività ambulatoriale dovrebbe essere trasferita. Venturoni ha poi posto l’accento sulle strutture territoriali ("devono essere in grado di fare sanità, i distretti devono fare diagnosi e cura e non rilasciare solo certificati") così come ha richiamato maggiore organizzazione nel ruolo dei direttori di dipartimento. "Mettere insieme pazienti acuti e cronici significa sperperare soldi e assistenza inadeguata – ha detto Venturoni – i direttori devono invece organizzare i percorsi terapeutici e avere il controllo del reparto a ogni livello". Sulla possibilità di tagliare l’unità coronarica a Giulianova Venturoni ha voluto sgombrare il campo dalla polemica politica. "Non si tratta di tagliare i reparti, ma di guadagnare in sicurezza dei cittadini che devono potersi rivolgere a strutture in grado di assisterli adeguatamente, ecco perchè è importante accorpare le professionalità". Un assessore dal pugno duro contro gli sprechi, che ha richiamato, dichiarandosi contrario a un altro polo cardiochirurgico a Chieti, a quanto successo con i dipendenti di Villa Pini. "Un anno di conflittualità con Villa Pini ha portato a dei risultati sotto gli occhi di tutti e tutti hanno capito: chi non rispetta le regole è fuori dai giochi – ha dichiararo infine Venturoni -. La gente ci ha votato per i risultati e risultati avremo, amicizie e appartenenze non funzionano più".

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