Mazzini, 30 anni fa il primo intervento sul cuore di una ragazza

TERAMO – Era il 13 dicembre 1979. Nella sala operatoria di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Mazzini di Teramo, un’equipe di pionieri compiva il primo intervento sul cuore. A guidarli c’era Giuseppe "Pino" Di Eusanio, cardiochirurgo teramano che portava la sua esperienza fatta con gli studi all’estero e tanta voglia di vedere nascere il futuro nell’ospedale della sua città. Era nata la cardiochirurgia di Teramo, 30 anni fa. La caparbietà di un primario-manager (Di Eusanio), il sostegno di amministratori che sapevano leggere al di là del proprio naso (che si chiamavano Lolli e Gramenzi), una politica che credeva in questo investimento, il denaro di una banca (la Cassa di risparmio della provincia di Teramo oggi BancaTercas): furono questi gli ingredienti per organizzare e lanciare in Italia un reparto che oggi vanta una mobilità attiva di livello e, come ha sostenuto lo stesso Di Eusanio, sale operatorie tanto moderne allora da esser oggi ancora attuali. Nella sala convegni del Mazzini, nella giornata inaugurale del più grosso convegno del centro-sud di cardiologia (il 15° Corso di ecocardiografia transesofagea), medici, amministratori sanitari, politici (il sindaco Brucchi ha portato i saluti della città, l’assessore regionale Venturoni ha chiuso la celebrazione) ma soprattutto decine e decine di pazienti che hanno testato sulla propria pelle l’eccellenza del reparto, hanno celebrato un traguardo importante. A festeggiare – con una sorpresa per lo stesso Di eusanio voluta dal primario di oggi, Alessandro Mazzola – c’era anche Adriana Sammassimi, la teramana che quel 13 dicembre era sul tavolo operatorio, prima paziente cardiochirurgica del nascente reparto: aveva 15 anni, fu operata per un vizio congenito al "dotto di Botallo". Con lei tanti ricordi, Quelli dello stesso Di Eusanio ma soprattutto quelli dell’avvocato Lino NIsii, presidente della BancaTercas, protagonista importante per il decollo della struttura sanitaria che oggi resta un fiore all’occhiello in Italia. C’era sempre lui quando il Cda dell’allora Cassa di Risparmio deliberò, il 28 dicembre 1983, il finanziamento di un miliardo e 100 milioni che segnarono la svolta: «"image"Quella esigenza della sanità teramana coincise con quella della Cassa di concentrarsi su interventi di qualità e complessivi: di fondo capimmo però che senza quel finanziamento un’opera della città non avrebbe potuto continuare. Fu comunque decisivo l’atteggiamento manageriale del dottor Di Eusanio, la cui azione di coordinamento ci permise anche di risparmiare, pur allestendo sale e attrezzature di assoluto livello tecnologico. Credo che Teramo, rispetto alle altre province abruzzesi – ha aggiunto Nisii -, abbia sempre avuto grande senso delle istituzioni, come momento di sintesi politica del saper fare un passo indietro: credo che oggi sia importante ristabilire un circuito virtuoso tra le istituzioni».I numeri, infine, quelli che contribuiscono a "convincere" della qualità e del livellodel servizio erogato: dal 1979 al 2009, la cardiochirurgia teramana ha effettuato 15.554 interventi, 7761 dei quali per l’impianto di by-pass aortocoronarici (dei quali 553 a cuore battente), 4.855 per sostituzioni o correzioni valvolari, 642 per aneurismi dell’aorta, 493 per cardiopatie congenite. La riuscita degli interventi attualmente si aggira sul 97,4%. La mobilità attiva è di oltre il 60%, con la maggior parte dei pazienti provenienti da fuori regione.

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