Disabilità, la Provincia di Teramo adotta un nuovo sistema di classificazione

TERAMO – Delle quattro Province abruzzesi, Teramo sarà la prima ad applicare in via sperimentale la nuova “classificazione internazionale del funzionamento della salute e della disabilità” per l’inserimento lavorativo delle persone diversamente abili. Tale sistema,informa una nota, consente un più omogeneo e puntuale inquadramento dei vari tipi di handicap migliorando le possibilità di incrocio domanda-offerta di lavoro per le categorie protette. La classificazione ICF descrive la salute e gli stati ad essa correlati abbracciando le componenti fondamentali dell’essere umano, nell’interazione dinamica con l’ambiente di vita. Questo significa che utilizzando la serie di domini delle componenti ICF (strutture corporee, funzioni corporee, attività e partecipazione e fattori ambientali) si può descrivere la situazione di ciascuna persona: dai problemi nella funzione e struttura del corpo, a ciò che riesce a fare, ovvero la performance, e quindi la partecipazione alle diverse sfere di vita, dato un certo ambiente.  Il modello di salute e benessere proposto dall’ICF coinvolge quindi tutti gli ambiti di intervento delle politiche pubbliche, in particolare: welfare, salute, educazione, lavoro. Solo dalla collaborazione intersettoriale e da un approccio integrato è possibile individuare soluzioni che diminuiscano la disabilità di una popolazione. Una persona, infatti, è più o meno disabile in rapporto all’ambiente in cui è inserito, l’ambiente può facilitare o ostacolare quello che una persona può fare. Il progetto è stato illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa, dal vice presidente e assessore alle Politiche sociali, Renato Rasicci, dall’assessore al Lavoro e alla Formazione, Eva Guardiani, e dal responsabile nazionale dell’area Inclusione sociale e disabilità di Italia Lavoro, Mario Conclave, a cui è toccato il compito di spiegare tecnicamente l’iniziativa. La provincia di Teramo dunque è la prima in Abruzzo e tra gli undici territori-pilota della sperimentazione, che coinvolge anche Asti, Genova, Pordedone, Padova, Ascoli Piceno (ieri nel capoluogo marchigiano la presentazione dell’iniziativa), Foggia, Avellino, Potenza-Matera, Catania, Catanzaro. La scelta della Provincia di Teramo, che non comporterà spese dirette a carico dell’ente, è stata fatta non solo tenendo conto delle esperienze pregresse  maturate, in una precedente fase sperimentale, da Italia Lavoro e Provincia sulla classificazione ICF, ma anche del livello di servizi erogati in tale ambito dai servizi teramani, condizione decisamente positiva per lo sviluppo delle attività previste dal progetto.
“Il nostro impegno nel settore dei servizi al lavoro e del sociale – ha dichiarato il vice presidente della provincia, Renato Rasicci – è testimoniato dai numerosi progetti e dalle attività che svolgiamo quotidianamente, a partire dal trasporto e dall’assistenza degli studenti portatori di handicap. Il mio auspicio è che, attivando tutte le sinergie possibili, sia al nostro interno che attraverso il coinvolgimento dei vari attori sul territorio, sia possibile offrire a chi è meno fortunato un sempre maggior numero di servizi integrati e di qualità”.

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