Mangiavano alla Caritas ma pagavano colf e badanti

TERAMO – Sessantacinque persone denunciate per reati che vanno dal falso ideologico al favoreggiamento a scopo di lucro della permanenza in Italia di cittadini stranieri irregolari sono il bilancio di una indagine condotta dalla fine del 2009 dai carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata e del nucleo Ispettorato del lavoro sulle false regolarizzazioni di colf e badanti dopo la sanatoria. Venticinque dei denunciati sono cittadini italiani, e tra questi ci sono anche tre ragionieri commercialisti e consulenti del lavoro con attività nella Val Vibrata. Tutti a vario titolo vengono coinvolti per aver falsamente attestato, in cambio di somme tra i 2.000 e i 3.000 euro, l’assunzione di cittadini stranieri in qualità di colf o badanti. Addirittura l’inchiesta ha evidenziato come due anziani ultrasessantenni e senza reddito, che spesso erano assistiti dalla Caritas, risultavano avere alle dipendenze due colf e una badante. I militari, coordinati dal sostituto procuratore di Teramo, Bruno Giovagnoni, hanno individuato in un cittadino cinese il factotum che si preoccupava di individuare non solo il cittadino extracomunitario che aveva bisogno di regolarizzazione sul territorio italiano (la maggior parte dei quali cinesi, bengalesi, nordafricani, che versavano una somma vicina ai 10.000 euro al mediatore) ma anche il privato o l’imprenditore che attestava falsamente l’assunzione e il professionista che provvedeva a formare le carte necessarie per i permessi di soggiorno.

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