Taglio dei servizi pediatrici, per Ruffini colpisce famiglie più svantaggiate

TERAMO – Non si è dichiarato convinto il consigliere regionale del PD, Claudio Ruffini, dalle spiegazioni fornite dall’assessore alla Sanità. Lanfranco Venturoni, per motivare i tagli ai servizi pediatrici nei Comuni montani, questione oggetto di una interpellanza sottoposta durante il Consiglio regionale di ieri. Per Ruffini il servizio di “Pediatria di Famiglia”nei comuni montani della Provincia di Teramo è erogabile agli assistiti nello studio del pediatra o a domicilio del paziente, specie per i bambini con patologie croniche e tali prestazioni, che non comportano alcun onere per le famiglie, concorrono a migliorare il livello essenziale di assistenza per la tutela della salute del bambino e delle famiglie gravate già, nei comuni montani, dallo spopolamento e dall’accorpamento di alcuni servizi scolastici. Ruffini ricorda inoltre che in base all’art. 44 dell’ Accordo Collettivo Regionale per la Pediatria di Famiglia della Regione Abruzzo (A.C.R. Del 10 maggio 2006) devono essere garantiti stabilità e assistenza pediatrica anche nelle zone orograficamente più svantaggiate ed a popolazione scarsa e rarefatta.“E’ ingiustificabile il taglio di questo servizi – ha dichiarato Ruffini in una nota – l’assessore Venturoni ha parlato di un avviso pubblico per cui potrebbero essere i medici di base ad assolvere questo tipo di prestazione senza indicare criteri modalità ed organizzazione del servizio. Le cifre per assicurare il servizio – ha detto infine il consigliere del Pd – sono minime, ma come al solito in Abruzzo invece di tagliare i costi amministrativi si preferisce far pagare i cittadini piu deboli”. Solo nella Asl di Teramo, secondo Ruffini, sono state colpite le prestazioni sanitarie in favore dei bambini e delle famiglie a differenza di altre Asl della Regione dove la riduzione dei costi ha interessato soprattutto la struttura amministrativa. Per Ruffini “ il taglio dei servizi pediatrici nei comuni montani comporta un maggior ricorso alle già intasate strutture diagnostiche ospedaliere, agli accessi del Pronto Soccorso, ai ricoveri impropri”.

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