L’Aquila, magistrati tra il lutto e la protesta

L’AQUILA – La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto della Corte d’appello
dell’Aquila, alla quale partecipa il ministro della Giustizia Angelino Alfano, si è aperta con i magistrati che hanno sfilato indossando toghe nere, in segno di lutto per il terremoto del 6
aprile 2009. Allo stesso tempo, altri hanno protestato silenziosamente, assistendo alla cerimonia con la Costituzione tra le mani. Del gruppo fanno parte i Pm della Procura di Pescara Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, tra i componenti del pool che, con il procuratore capo,
Nicola Trifuoggi, gestisce l’inchiesta legata alle presunte tangenti nella sanità che, nel 2008, ha decapitato la Giunta regionale abruzzese, allora guidata da Ottaviano Del Turco. Di Florio partecipa alla cerimonia anche nella sua veste di presidente abruzzese dell’Associazione Nazionale Magistrati. Sull’iniziativa del rispetto del lutto per le vittime del terremoto dello scorso 6 aprile, è stato lo stesso presidente della Corte, Giovanni Canzio, aprendo la relazione sull’amministrazione della giustizia, a sottolineare l’iniziativa. "E’ sembrato a tutti noi opportuno e coerente con la drammatica situazione aquilana – ha detto – che la tradizionale cerimonia di inaugurazione si svolgesse in termini di significativa sobrietà, ridimensionando gli aspetti più esteriori e formali, tenuto conto dell’oggettiva difficoltà di recupero e sistemazione delle consuete toghe rosse, rimaste sepolte tra le macerie del Palazzo di Giustizia". Canzio ha ricordato che "la notte del 6 aprile L’Aquila e il suo circondario sono stati colpiti da un terremoto distruttivo di vaste proporzioni, che ha fatto crollare, in tutto o in parte, la quasi totalità degli edifici pubblici, fra i quali il Palazzo di Giustizia che ospitava, oltre alla Corte d’appello e
alla Procura generale, anche il tribunale ordinario, la Procura della Repubblica e il tribunale di sorveglianza". "I magistrati e quasi tutto il personale amministrativo residenti all’Aquila – ha continuato Canzio – hanno perduto la propria abitazione, trasferendosi in alloggi provvisori sulla
costa o nelle tendopoli". Il ministro Alfano ha fatto riferimento alle inchieste sul sisma: "Il Paese aspetta parole di verità su quanto la mano dell’uomo abbia influito" negli effetti disastrosi del sisma abruzzese. Il Guardasigilli ha ringraziato la magistratura e l’avvocatura abruzzese che non si sono arrese all’indomani del terremoto dell’aprile scorso e che, fedeli al motto aquilano ‘Immota manet’, hanno contribuito alla rinascita della sede giudiziaria che verrà ricostruita ex novo in via XX Settembre e che temporaneamente ha ripreso a lavorare a pieno ritmo nella
sede provvisoria di Bazzano. Alfano ha ricordato di aver disposto un aumento di magistrati
(due consiglieri in più nella Corte di Appello e un sostituto procuratore in più all’Aquila) proprio per le complesse indagini sul sisma e per contribuire alla ripresa dell’attività giudiziarie.

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