Montorio chiude i festeggimenti del "Carnevale morto"

TERAMO – Chiudono a Montorio al Vomano mercoledì sera i festeggiamenti con il “Carnevale morto”, una parodia del rito funebre che risale attorno al 1928-29. L’usanza di festeggiare la morte del Carnevale, informa una nota, pare derivare dall’idea di alcuni giovani insofferenti del regime di quei tempi, perciò malvista dalle autorità, e proibita dopo alcuni anni fino all’immediato dopoguerra. La manifestazione si drammatizza il giorno delle Ceneri, primo della Quaresima, simulando le esequie del Carnevale, appena passato, al quale i montoriesi rendono onore con spirito burlesco e beffardo, inscenando un canovaccio di satira paesana con le maschere vestite a lutto. L’usanza di festeggiare la morte del Carnevale sembra derivare dall’idea di alcuni giovani insofferenti del regime di quei tempi e proibita dopo alcuni anni perché malvista dalle autorità fino all’immediato dopoguerra. La manifestazione si drammatizza il giorno delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, simulando le esequie del Carnevale, appena passato, al quale i montoriesi rendono onore con spirito burlesco e beffardo, inscenando un canovaccio di satira paesana con le maschere vestite a lutto Si tratta di una vera e propria parodia del rito funebre decisamente sopra le righe che ha inizio con la veglia alla fonte in via dei Mulini con la vedova del Carnevale e le maschere vestite a lutto, seguono il corteo funebre che si snoda per le vie del centro storico dietro la cassa da morto di Carnevale e le esequie solenni in piazza Orsini. Il corteo si conclude sempre in via dei Mulini dove il Carnevale (rappresentato da un fantoccio) viene buttato sul fiume Vomano dalla Madonna del Ponte e hanno inizio i festeggiamenti con vin brulè, preparato dal gruppo Alpini di Montorio, e castagnole. Ad organizzare la tradizionale manifestazione, che ha la direzione artistica di Vincenzo Macedone, è l’associazione “Pro Carneval”e la Pro Loco di Montorio, in collaborazione con varie associazioni del Comune.

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