Turismo: "L’Abruzzo è considerato un territorio mordi e fuggi"

TERAMO – A fronte di una sostanziale tenuta di tutte le regioni adriatiche, rispetto al 2008 la passata stagione balneare solo l’Abruzzo ha registrato un flop delle presenze negli esercizi turistici. E’ quanto sostiene la Federazione autonoma dei balneatori abruzzesi della Cna, secondo la quale i dati elaborati dall’Osservatorio nazionale sul turismo di Unioncamere mostrano quanto pesante sia stata la caduta delle presenze negli esercizi della costa abruzzese la scorsa estate, rispetto ai risultati conseguiti dalle altre regioni che si affacciano sull’Adriatico: meno 5,9% rispetto al 2008, contro la sostanziale tenuta delle presenze fatta registrare in Friuli e Veneto (-3,2%), sulla costa emiliano-romagnola (-2,7) e nelle Marche (-3,8). Un dato migliore solo di quello registrato dalla Puglia, che ha fatto segnare la peggiore performance nell’area. A “pesare” in quest’analisi è soprattuta la caduta delle presenze a Giulianova e Vasto, località turistiche abruzzesi, tradizionalmente annoverate nella cerchia ristretta delle punte di diamante del turismo italiano. “A poche settimane dall’inizio della nuova stagione balneare – ha dichiarato il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei – emerge con nettezza, al di là delle giustificazioni “d’ufficio” fornite dalle istituzioni, l’incidenza del terremoto dell’Aquila sul risultato stagionale e la debolezza strutturale del “sistema turistico Abruzzo” nel panorama vasto dell’offerta turistiche. I parchi tematici, ad esempio, continuano a rappresentare per l’Emilia-Romagna un poderoso fattore d’attrazione, mentre l’Abruzzo, al contrario, conferma la sua natura di territorio “mordi e fuggi”, senza una precisa vocazione, se non quella di porta d’ingresso per altri territori”. Un fenomeno che per la federazione dei balneatori è confermato dai dati positivi relativi ad alcune importanti infrastrutture, come gli arrivi dell’aeroporto di Pescara o i passaggi lungo i tratti delle nostre autostrade. Per non rischiare di ripercorrere le tendenze negative emerse nel 2009, per Tomei occorre mettere in campo altri strumenti per costruire nuovi profili dell’offerta turistica regionale, quali investimenti per l’uso di tecnologie on-line per il mercato delle prenotazioni, promozione integrata mare-parchi sui mercati nazionali ed esteri, e una integrazione più incisiva con altri segmenti di mercato quale turismo religioso, business, eno-gastronomiaco, didattico e congressuale.

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