Bilancio: nuove manovre, più giustizia sociale

TERAMO – Al di là della sterilità dei numeri, dei calcoli matematici applicati per stabilire i criteri di tassazione con i quali il Comune "fa cassa", emerge chiaramente come lo strumento del bilancio sia l’emanazione diretta con la quale la politica attua la democrazia nel senso più tangibile della livellazione sociale. E’ in questa direzione infatti che vanno le modifiche apportate in commissione Bilancio sui regolamenti Cosap e Ici, modifiche che approderanno lunedì in Consiglio comunale e che prevedono l’introduzione del pagamento di un contributo per i passi carrabili (circa 70/80 euro annui per beneficiare di una agevolazione sul suolo comunale), l’aumento di circa il 60% dei coefficienti per l’occupazione del suolo pubblico richiesta per utilizzo commerciale (dehors, chioschi, edicole) e l’abbattimento dell’Ici per quei terreni che, resi edificabili dal Prg, hanno una morfologia, o una ubicazione che non consente di assimilarli effettivamente ad aree edificabili o sono magari soggette a vincolo paesaggisticio. "Si tratta di un provvedimento che intende andare incontro alle famiglie che vivono nelle frazioni – ha puntualizzato l’assessore alle Finanze, Alfonso Di Sabatino Martina- dal momento che il Prg ha inciso sensibilmente in quelle aree. Abbattendo i valori imponibili delle aree edificabili ai fini Ici – ha detto l’assessore – ristabiliremo un principio di equità nei confronti di quelle persone che possedevano un terreno ritenuto edificabile, ma che concretamente per forma e vincoli strutturali, non potevano essere tassato come tale". Un segnale forte di equità dunque per "Dodo" Di Sabatino che ha sottolineato come in Bilancio le somme destinate al sociale sono rimaste invariate, così come trasparenza e libera concorrenza sono i principi che hanno ispirato gli aumenti sul Canone di Occupazione del Suolo Pubblico che incide in misura proporzionale all’utile commerciale maturato dagli esercenti. "E’ giusto dunque – per l’assessore al Blancio – e ai fini di una concorrenza equa tra le attività, applicare un aumento nella misura in cui chi possiede un dehor, non pagando un’affitto per i metri quadri occupati, ha comunque un ritorno economico dall’utilizzo della struttura". Ma la manovra davvero rivoluzionaria per le famiglie sarà data dalla Tia. Ufficiosamente infatti, da fonti vicine all’assessorato, si parla di uno stravolgimento del senso della Tia, che tornerà a essere concepita come tassa e non più come tariffa. Recependo dunque la sentenza emessa a luglio 2009 della Corte Costituzionale, che ha messo la parola fine al problema dell’Iva sulle bollette TIA, il Comune nella sostanza pare tornerà al sistema della Tarsu. Boccata d’ossigeno dunque per i cittadini stangati dalla Tia la quale, se tornerà a essere una tassa, restituirà un principio di proporzionalità per il quale le famiglie più nemerose, e che vivono in appartamenti più piccoli, potranno pagare meno.

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