Atr, si tenta il salvataggio dei posti di lavoro

TERAMO – Il mantenimento dei livelli occupazionali nell’Atr e la garanzia di adeguate forme di sostegno al reddito sono gli impegni contenuti nel documento sottoscritto e condiviso questa mattina da istituzioni, rappresentanti dell’azienda e sindacati al termine dell’incontro sul futuro dell’azienda di Colonnella specializzata nella produzione di compositi in fibra di carbonio.
Una nutrita rappresentanza dei lavoratori, informa una nota, ha “occupato” pacificamente piazza Dante, manifestando davanti alla Casa del Mutilato in difesa dei posti di lavoro a rischio. Il gruppo conta infatti, come noto, circa 700 dipendenti di cui 289 in cassa integrazione straordinaria ed è attualmente in amministrazione straordinaria, procedura riservata alle grandi imprese in crisi e gestita dal Ministero dello sviluppo economico. Il piano di salvataggio prevede la cessione dell’azienda ad altri gruppi imprenditoriali. Cessione che, come sottolineato dal commissario straordinario che gestisce la procedura, Gennaro Terracciano, “dovrà avvenire attraverso una vendita unitaria o, se questa non dovesse risultare praticabile, al massimo tramite la suddivisione in due rami d’azienda, uno relativo al settore automotive e l’altro al settore non automotive. Adesso si è in attesa che il ministero si pronunci sulle stime effettuate così da poter procedere entro marzo alla pubblicazione dei bandi. Le stime comunicate da Terracciano parlano di un valore complessivo, riferibile al gruppo, di circa 37 milioni di euro. La cifra è “leggermente superiore” se le aziende del gruppo vengono valutate singolarmente. La massa debitoria è invece di circa 180 milioni di euro, di cui 60 di debiti cosiddetti “infragruppo”. Il commissario straordinario ha anche confermato la volontà di procedere al riassorbimento delle maestranze che deriveranno dalla retrocessione dei rami aziendali in affitto da parte di Itca e Lamborghini. Il presidente della Provincia, Valter Catarra, ha assicurato “il forte impegno nella prosecuzione delle iniziative atte a salvaguardare la presenza di questo importante insediamento produttivo nel territorio teramano cercando di tutelare i livelli occupazionali”. Un impegno ribadito dall’assessore al Lavoro Eva Guardiani, che ha voluto manifestare “solidarietà e vicinanza” ai lavoratori auspicando soluzioni rapide e concrete al problema occupazionale.  I sindacati, invece, hanno “evidenziato la necessità di interventi politici per il salvataggio del Gruppo, coinvolgendo i livelli di Governo regionali e nazionali, per reperire fondi straordinari per l’attuazione del Protocollo Val Vibrata e Valle Tronto, per la piena attuazione della Legge Regionale sul polo del carbonio al fine di incentivare possibili soggetti industriali in grado di garantire i livelli occupazionali e risolvere positivamente la vertenza, nonché  per ogni azione utile al fine di conseguire la copertura reddituale dei lavoratori sospesi attraverso la Cigs”. Su questo punto Catarra ha annunciato che a marzo si terrà una riunione nella sede del Ministero dello Sviluppo economico, insieme al Ministero del Lavoro e all’Inps, per esaminare gli aspetti legati all’erogazione del trattamento. Intanto la Provincia sta lavorando all’intesa con gli istituti di credito locali per l’anticipazione della Cigs. Itca Produzione SpA (Fiat-Ferrari) e M.M.L. SpA (Lamborghini) hanno entrambe “confermato la prossima cessazione dei rispettivi contratti di affitto di ramo d’azienda alla naturale scadenza così come già evidenziato in precedenti circostanze, assicurando, per quanto di loro competenza, la collaborazione per la corretta retrocessione dei rispettivi rami d’azienda in affitto nell’ambito delle sopra richiamate scadenze al fine di perseguire un percorso condiviso”.Da parte della Regione Abruzzo, quindi, l’annuncio che “sarà manifestata al presidente di Finmeccanica l’opportunità di valutare tutte le sinergie possibili idonee a garantire una salvaguardia delle attività e dei livelli occupazionali del Gruppo, nonché interventi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro e l’Inps”.

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