Di Pasquale: "Il Consorzio agrario aggredito politicamente"

TERAMO – E’ scontro in queste ore nel mondo dell’agricolura diviso tra le ragioni del commissario del Consorzio agrario provinciale, Manola Di Pasquale, che parla di "aggressione politica ai danni dell’ente", e quelle delle sigle sindacali, Cia, Copagri e Confagricoltura, che accusano la Di Pasquale di attuare tentativi di esclusione di una parte degli agricoltori dal nuovo assetto dell’ente. "Grave è il colpo di mano perpetrato oggi all’alba da parte di un piccolo manipolo di vecchi soci del Consorzio Agrario di Teramo che hanno prima modificato lo statuto del Consorzio e poi eletto un Consiglio di amministrazione assolutamente non rappresentativo dell’agricoltura teramana. Il commissario ha chiamato per definire il nuovo assetto una platea di ultrasettantenni, aderenti in gran parte alla Coldiretti, per perpetrare la sua presenza all’interno del Consorzio ed escludere una parte degli agricoltori dal Cda – sostiene l’esponente della Cia, Pasquale Cantoro -si sta lavorando per frazionare ulteriormente un mondo già lacerato da divisioni". Dura la replica della Di Pasquale secondo la quale è in atto una pressione politica volta a insediare un nuovo commissario di centro destra, vanificando così il lavoro di recupero economico e funzionale dell’ente portato avanti durante la fase di risanamento. "Un’aggressione affiancata da alcuni sindacati agricoli che parlano di impedimento alla partecipazione nella vita del consorzio – sostiene la Di Pasquale -circostanza totalmente priva di verità. Il commissario come da mandato ricevuto, e nel rispetto della legge ,ha scongelato l’assemblea del consorzio e l’ha convocata per la costituzione del Cda. L’assemblea è costituta dai vecchi soci del cap e le iscrizioni non potevano allo stato essere riaperte". Tuttavia per la Di Pasquale tutti gli imprenditori agricoli che vogliono prendere attivamente parte alla vita del consorzio, potranno immediatamente, dopo la costituzione del Cda ,chiedere di diventare soci.  "Quindi di nessuna esclusione si parla  – puntualizza la DiPasquale -ma di regolarità di procedimento. Se poi, però, per esclusione del mondo agricolo, si vuole intendere, non essere riusciti alcuni sindacati agricoli, ad aver una poltrona nel Cda, perché nell’assemblea non figurano i loro iscritti,  allora si discute di qualcosa che nulla ha a che vedere con gli interessi degli agricoltori e della stabilità del consorzio".

 

 

 

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