Confesercenti proclama lo stato d’agitazione

TERAMO – Le modifiche apportarte dalla commissione regionale sulla nuova legge del Commercio, "tradiscono la fiducia degli esercenti" che pertanto dichiarano lo stato di agitazione. E’ quanto rende noto, in un comunicato, Confesercenti Abruzzo, che chiede un incontro immediato con le istituzioni per verificare i termini degli accordi sottoscritti con le associazioni di categoria prima delle modifiche, ritenute "unilaterali" introdotte dalla commissione e che riguardano il potere ai sindaci di derogare alle chiusure domenicali, e alla Giunta regionale il potere di bypassare, caso per caso, la moratoria di 24 mesi per l’apertura a nuovi centri commerciali. "Un fatto grave – per Confesercenti – che segna un tradimento nei rapporti tra istituzioni e parti sociali". Per l’associazione di categoria, prima di aprire ulteriormente alla grande distribuzione organizzata, occorre che ci sia il conforto di ricerche di mercato che verifichino l’effettiva consistenza della domanda a fronte di una riduzione dei consumi che per Confcommercio non può essere arginata da nuovi centri commerciali. Nel comunicato diffuso emerge preoccupazione per le ultime elaborazioni (dati Nielsen) sulla diffusione della Gdo in Abruzzo. Quest’ultima, secondo le indagini, sfiora in Abruzzo una superficie di 490 mila mq, con una media di 382 mq per ogni 1000 abitanti mentre la media nazionale sarebbe ferma a 205 mq. A non esserci spazio per nuovi centri commerciali lo dimostrerebbe, per Confesercenti, il numero crescente dei licenziamenti che starebbe coinvolgendo le grandi catene delle aree urbane, e in particolare insegne del settore alimentare che perde lo 0,1% ma anche i casalinghi e giocattili che hanno perso lo 0,3% (periodo dicembre 2008-dicembre 2009). Una situazione tratteggiata negativamente anche dai dati forniti sulla disoccupazione visto che nel 2009 sarebbero bruciati 16mila posti di lavoro. Per Confeserenti questo è il risultato di una deregulation che si avverte soprattuto nei centri urbani svuotati delle funzioni sociali ed economiche.

Leave a Comment