Ricostruzione, il Prc ricorre al Tar contro la nomina di Chiodi commissario

TERAMO – Dopo la bufera scatenata dalle inchieste aperte sulla ricostruzione dell’Aquila e i lavori del G8 il partito di Rifondazione Comunista presenta un ricorso al Tar contro la nomina del governatore Gianni Chiodi a commissario della ricostruzione. In particolare il ricorso è stato presentato da Maurizio Acerbo, capogruppo del PRC in Consiglio regionale contro l’ordinanza del presidente del Consiglio con cui si nominano il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commissario delegato alla ricostruzione post-terremoto, Massimo Cialente vicecommissario e i sindaci dei Comuni del cratere responsabili della ricostruzione nei loro territori. A sostenere l’iniziativa di Acerbo di sono anche i rappresentanti di alcuni comitati di cittadini. "Con l’ordinanza del 24 dicembre 2009 – ha spiegato Acerbo in conferenza stampa – si perviene a un esproprio di funzioni proprie di Regioni ed enti locali: ciò che dovrebbe essere discusso e deciso pubblicamente, attraverso partecipazione diretta e indiretta delle popolazioni colpite dal sisma, viene
deciso da organi monocratici che non devono sottostare a nessun controllo"."L’ordinanza impugnata si ritiene illegittima – hanno chiarito i legali che hanno curato il ricorso – in quanto sovverte i poteri in materia di pianificazione territoriale che norme nazionali e costituzionali assegnano a Comuni e Regioni". Per Acerbo quanto previsto dall’ordinanza "comporta, oltre al rischio palese di malaffare e infiltrazioni mafiose, ricadute pratiche sulle prospettive della ricostruzione. Basta pensare alle linee per la ricostruzione dei centri storici, oggi emanate con estremo ritardo da un anomalo organismo tecnocratico, quale quello denominato struttura di missione, e invece dovrebbero essere oggetto di ragionata e condivisa legislazione
regionale".

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